ANSA_Scienza

ANSA_Scienza Canale di informazione scientifica interattivo e aggiornato quotidianamente in base all'attività di

Il canale ANSA Scienza&Tecnica è uno strumento di informazione scientifica dinamico, interattivo e aggiornato quotidianamente sulla base dei risultati dell'attività di enti di ricerca, università italiane ed estere, articoli pubblicati sulle riviste scientifiche internazionali. Accanto ai testi, immagini e video raccontano i grandi eventi nazionali e internazionali legati alla scienza, come le mis

sioni spaziali e le spedizioni scientifiche. Una particolare attenzione è dedicata ad ambiti di frontiera, come biotecnologie, nanotecnologie e le ricerche più avanzate in fatto di energia.

Si ispira a quella del polpo e alle sue straordinarie capacità mimetiche la nuova pelle sintetica in grado di cambiare s...
11/01/2026

Si ispira a quella del polpo e alle sue straordinarie capacità mimetiche la nuova pelle sintetica in grado di cambiare sia colore che texture, anche in maniera indipendente l'uno dall'altra.

È stata realizzata da un gruppo di ricercatori guidato dall'Università americana di Stanford, che ha pubblicato il risultato sulla rivista Nature. Questa tecnologia potrebbe trovare applicazione nei tessuti mimetici, nei robot soffici e nei display del futuro.

Ottenere un controllo dinamico sull'aspetto di un materiale rimane una sfida. Per affrontarla, gli autori dello studio coordinati da Mark Brongersma hanno preso ispirazione dalla pelle del polpo per mettere a punto delle sottili pellicole che possono essere programmate per modificare colore e consistenza: inizialmente piatte e uniformi, quando sono esposte all'acqua le pellicole si gonfiano rivelando nuovi disegni colorati. Tali disegni sono stati incisi utilizzando fasci di elettroni.

Stanford University
Nature

È destinata ai robot soffici e ai display del futuro (ANSA)

Prevedere, con un elevato livello di successo, i brillamenti solari tramite l'osservazione del sole ad alte frequenze ra...
10/01/2026

Prevedere, con un elevato livello di successo, i brillamenti solari tramite l'osservazione del sole ad alte frequenze radio con i radiotelescopi dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, mostra che particolari anomalie spettrali osservate nelle regioni attive del Sole costituiscono un precursore affidabile di brillamenti solari. Le potenziali implicazioni pratiche sono volte a raffinare la climatologia spaziale e a mitigare le minacce alle tecnologie.

INAF

Prevedere, con un elevato livello di successo, i brillamenti solari tramite l'osservazione del sole ad alte frequenze radio con i radiotelescopi dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). (ANSA)

Il sonno è antichissimo e aiuta a proteggere il Dna dei neuroni: lo indicano le meduse, che passano circa un terzo della...
10/01/2026

Il sonno è antichissimo e aiuta a proteggere il Dna dei neuroni: lo indicano le meduse, che passano circa un terzo della loro vita dormendo, proprio come gli esseri umani.

Riposano la notte e spesso schiacciano anche un pisolino a mezzogiorno, probabilmente per favorire la riparazione del Dna dei loro neuroni. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Università Bar-Ilan (Israele) grazie a uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, che suggerisce come l'origine del sonno sia antichissima, dal momento che i nostri antenati e quelli delle meduse hanno separato le loro strade evolutive circa un miliardo di anni fa.

Dormire significa essere meno consapevoli di quanto accade nell'ambiente circostante ed essere più vulnerabili agli attacchi dei predatori: il fatto che questo comportamento sia conservato in tutti gli animali dotati di sistema nervoso, dal più semplice al più complesso, suggerisce che questi rischi sono probabilmente compensati da dei benefici.

Bar-Ilan University

Dormono quanto gli esseri umani (ANSA)

La nave Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche è arrivata in Sardegna, al largo della costa Nord-occidentale de...
09/01/2026

La nave Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche è arrivata in Sardegna, al largo della costa Nord-occidentale del Golfo dell'Asinara, dove cercherà di capire quali sono i fattori che spingono i rifiuti ad accumularsi in questa zona.

Dall'8 al 19 gennaio sarà attiva, infatti, la campagna Source2Sink promossa dai ricercatori della sede di Oristano dell’Istituto per lo studio degli Impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino del Cnr: l'obiettivo è fornire un indirizzo chiaro alle azioni di monitoraggio, prevenzione e riduzione dell’impatto dei rifiuti sugli ecosistemi.

Quando arrivano al mare, i rifiuti come le plastiche si frammentano e persistono a lungo. Per questo è importante capire i processi che governano l'accumulo di questi materiali, come le correnti e la morfologia dei fondali. Il gruppo di oceanografi, geologi e biologi, coordinato dal responsabile scientifico della campagna Andrea Cucco e dal capo missione Giovanni De Falco, effettuerà dunque diverse analisi a questo scopo.

CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche

Partita la campagna Source2Sink nel Golfo dell'Asinara, dall'8 al 19 gennaio (ANSA)

Sono 65 i satelliti che l'Agenzia Spaziale Europea si prepara a lanciare nel 2026: "un record assoluto rispetto agli ann...
09/01/2026

Sono 65 i satelliti che l'Agenzia Spaziale Europea si prepara a lanciare nel 2026: "un record assoluto rispetto agli anni precedenti", ha detto il direttore generale dell'Esa Josef Ascbacher presentando i programmi nella conferenza stampa di inizio anno.

Sono 5 gli obiettivi cruciali dell'Esa per il 2026 e riguardano la protezione della Terra e lo studio del clima, con ben 48 satelliti per l'osservazione della Terra contro i 22 del 2925, e poi l'esplorazione con 12 nuove missioni, il rafforzamento dell'autonomia europea nell'accesso allo spazio con il debutto del nuovo lanciatore Ariane 64, all'accelerazione della crescita e della competitività in Europa e la capacità di ispirare le giovani generazioni.

ESA - European Space Agency

Aschbacher (Esa): 'un record assoluto'. Anche tanta scienza, dal Sole agli esopianeti (ANSA)

Nel 2025 le temperature degli oceani hanno raggiunto un nuovo record: uno studio internazionale che ha coinvolto più di ...
09/01/2026

Nel 2025 le temperature degli oceani hanno raggiunto un nuovo record: uno studio internazionale che ha coinvolto più di 50 ricercatori evidenzia che nell'anno appena trascorso i mari hanno immagazzinato più calore che in qualsiasi altro anno dall'inizio delle misurazioni.

L'aumento di calore è stato di 23 miliardi di miliardi di joule, che equivalgono all'energia consumata dall'economia mondiale in 37 anni.

L'analisi, pubblicata sulla rivista Advances in Atmospheric Sciences, ha visto partecipare l'Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma e l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Bologna.

CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche
INGVterremoti
INGVvulcani

Hanno immagazzinato più calore che in qualsiasi altro anno dall'inizio delle misurazioni (ANSA)

L'equipaggio della missione Crew 11 a bordo della Stazione Spaziale internazionale (Iss) sarà costretto a rientrare a Te...
09/01/2026

L'equipaggio della missione Crew 11 a bordo della Stazione Spaziale internazionale (Iss) sarà costretto a rientrare a Terra in anticipo rispetto ai piani a causa di un problema di salute che ha colpito un astronauta: lo ha annunciato l'amministratore capo della Nasa, Jared Isaacman.

Il rientro anticipato dell'equipaggio Crew 11 a causa di un problema medico non specificato segnerà la prima volta nella storia della Stazione Spaziale Internazionale in cui una missione viene interrotta per un motivo simile.

NASA - National Aeronautics and Space Administration

Missione interrotta per la prima volta nella storia della Iss. Per 'astronauta 'condizioni stabili' (ANSA)

A sorpresa, un'alga unicellulare molto comune utilizza la luce invisibile del 'rosso lontano' per la fotosintesi.Negli u...
09/01/2026

A sorpresa, un'alga unicellulare molto comune utilizza la luce invisibile del 'rosso lontano' per la fotosintesi.

Negli ultimi decenni questa capacità era stata osservata solo in poche specie di microrganismi che vivono in ambienti estremi, e si riteneva perciò che fosse circoscritta a particolari nicchie ecologiche; prima ancora si riteneva che la luce oltre il visibile non avesse energia sufficiente per sostenere da sola la fotosintesi.

La scoperta, pubblicata sulla rivista New Phytologis, dimostra adesso che questa capacità potrebbe essere più comune di quanto si pensi. Il risultato si deve alla ricerca condotta nei laboratori di Fotosintesi e Biotecnologie vegetali del Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova dal gruppo di Tomas Morosinotto e Nicoletta La Rocca.

L'alga comune capace di sfruttare la luce invisibile del rosso lontano (far-red) si chiama Nannochloropsis gaditana ed è molto comune sia negli oceani sia lungo coste. Delle dimensioni comprese fra 2 e 4 milionesimi di metro e di colore fra il verde e il giallo, quest'alga è nota per la sua capacità di accumulare acidi grassi polinsaturi, carotenoidi e vitamine, ed è utile per produrre biocarburanti, acidi grassi e omega 3.

Università degli Studi di Padova

Utile per produrre biocarburanti e omega 3 (ANSA)

Sei giorni e cinque notti passati interamente in buie cavità sotterranee, mappando gli ambienti sconosciuti, simulando l...
09/01/2026

Sei giorni e cinque notti passati interamente in buie cavità sotterranee, mappando gli ambienti sconosciuti, simulando le difficoltà nelle comunicazioni e affrontando finte emergenze mediche.

È l'addestramento al quale sono stati sottoposti 28 astronauti cinesi divisi in quattro gruppi, per prepararsi alle future missioni con equipaggio sulla Luna, che il Paese punta a realizzare prima del 2030. Questi particolari ambienti nel Sud-Ovest della Cina sono stati scelti per ricreare la solitudine tipica delle missioni nello spazio, sfidare i limiti fisici e mentali degli astronauti e testare la loro abilità nell'affrontare ambienti estremi.

"I dati raccolti - ha dichiarato alla China Central Television Jiang Yuan, istruttore del Centro cinese per la ricerca e l'addestramento degli astronauti - saranno fondamentali per stabilire sistemi di supporto psicologico per gli astronauti che in futuro intraprenderanno missioni di lunga durata sulla stazione spaziale e missioni di allunaggio".

Per ricreare la solitudine dello spazio e sfidare i limiti fisici e mentali (ANSA)

È completamente oscuro, vale a dire non emette nessun tipo di luce, e possiede una densità estremamente insolita, molto ...
08/01/2026

È completamente oscuro, vale a dire non emette nessun tipo di luce, e possiede una densità estremamente insolita, molto elevata al centro e man mano più debole verso l'esterno.

Sono queste le poche informazioni disponibili al momento su un oggetto cosmico misterioso intravisto a 6,5 miliardi di anni luce di distanza, la cui presenza è stata tradita soltanto da una piccolissima perturbazione gravitazionale, e che è ora oggetto di una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Astronomy.

Lo studio è guidato dall'italiana Simona Vegetti del tedesco Max Planck Institute per l'astrofisica di Garching, e vi hanno preso parte anche altri ricercatori italiani dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di Bologna. L'invisibilità dell'oggetto ha reso complicatissimo ricostruirne la densità: "È stato estremamente impegnativo e incredibilmente emozionante", commenta Vegetti. "E proprio quando pensavo che avessimo capito tutto, le sue proprietà ci hanno riservato un’altra sorpresa. È proprio questa combinazione di difficoltà e mistero - dice la ricercatrice - che rende questo oggetto così affascinante".

Max Planck Society
INAF

Tradito da una piccola perturbazione, ha anche una densità insolita (ANSA)

Due mandibole parziali, numerosi denti e vertebre rinvenuti in una grotta in Marocco e risalenti a 773mila anni fa potre...
08/01/2026

Due mandibole parziali, numerosi denti e vertebre rinvenuti in una grotta in Marocco e risalenti a 773mila anni fa potrebbero essere ciò che resta del più vicino antenato degli esseri umani moderni tra quelli finora noti.

Era vissuto in un'epoca nella quale la linea evolutiva di Homo sapiens non si era ancora separata da quelle dei suoi cugini, Homo neanderthalensis e Homo di Denisova.

Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Nature, coordinato da Jean-Jacques Hublin, del Centro di ricerca interdisciplinare in biologia (Cirb) del Collegio di Francia, e Abderrahim Mohib, dell'Istituto nazionale marocchino di scienze archeologiche e del patrimonio (Insap). Importante anche il ruolo dell'Italia, che ha partecipato allo studio con l'Università di Milano e quella di Bologna.

"Il ritrovamento di questi fossili è eccezionale - dice all'ANSA Serena Perini dell'Università di Milano, che è stata la responsabile dell'analisi che ha permesso la datazione dei reperti - specialmente perché il periodo critico in cui si attesta la divergenza che ha portato alla nostra specie, tra 1 e 0.6 milioni di anni fa, ha poche evidenze fossili che possano aiutare a comprendere questo fenomeno".

Nature
Interuniversitario di Ricerca Bioetica - CIRB
Università degli Studi di Milano
Alma Mater Studiorum - Università di Bologna

In Marocco, risalgono a 773mila anni fa. 'Scoperta eccezionale' (ANSA)

Spegnere i circuiti cerebrali del dolore senza effetti collaterali, come quelli dovuti agli oppioidi: è quanto dimostra ...
08/01/2026

Spegnere i circuiti cerebrali del dolore senza effetti collaterali, come quelli dovuti agli oppioidi: è quanto dimostra di poter fare la terapia genica finora sperimentata nei topi e descritta sulla rivista Nature.

Coordinata da Gregory Corder e da Eric Yttri, entrambi della University of Pennsylvania School of Medicine.

Condotta in collaborazione con le università di Stanford e Carnegie Mellon, la ricerca potrebbe portare in futuro a innovative terapie anti-dolore per gli esseri umani.

Il dolore cronico, osservano i ricercatori, somiglia all'ascoltare una radio con il volume bloccato al massimo e, qualunque cosa si faccia, non lo si riesce ad abbassare. Ad oggi le migliori terapie farmacologiche riescono a ottenere qualche effetto ma, come gli oppioidi, hanno spesso effetti collaterali oppure perdono efficacia nel tempo.

Per questo motivo i ricercatori sono andati a cercare nel cervello dei topi i percorsi specifici del dolore e, anche grazie all'aiuto dell'intelligenza artificiale, hanno ottenuto una sorta di mappa. Su questa base hanno quindi identificato i neuroni coinvolti nella percezione del dolore.

Nature
Stanford University
Carnegie Mellon University
Medicine

Nel cervello, senza gli effetti collaterali degli oppioidi. I test nei topi (ANSA)

Indirizzo

Via Della Dataria 94
Rome
00187

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando ANSA_Scienza pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi