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KarateDo Magazine Il magazine dedicato al karate Shotokan, al suo spirito e alle persone che lo vivono

A 10 anni dalla scomparsa di  , anche noi vogliamo  ricordarlo con uno dei nostri articoli riguardanti la musica. “Il ca...
09/01/2026

A 10 anni dalla scomparsa di , anche noi vogliamo ricordarlo con uno dei nostri articoli riguardanti la musica.
“Il cantante, notoriamente molto schivo al contatto con le altre persone, decise di assoldare una guardia del corpo: che era cintura nera di Karate, disciplina in costante crescita di praticanti negli Stati Uniti, soprattutto dopo il successo dei film di Bruce Lee.
L’incontro con Vaughns fu determinante e fu così che Bowie decise di cominciare la pratica del karate.
Il 3 gennaio del 1976, in prima serata sulla NBC, l’artista inglese era ospite di Dinah Shore per presentare il nuovo album Young Americans: cantò “Stay” e, durante l’intervista successiva, dichiarò di essere un praticante di Karate, in primis per difesa personale e, in seconda battuta, perché particolarmente interessato all’aspetto “coreografico” che avrebbe poi potuto utilizzare in scena.
A quel punto fece il suo ingresso in scena Vaughns che dimostrò insieme a Bowie alcune tecniche di difesa personale.
Successivamente, Bowie utilizzò spesso tecniche ispirate al Karate nelle sue esibizioni live… “
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Anche la storia di David Bowie fu sfiorata dal Karate negli anni Settanta. Tutta da ascoltare la playlist nell'articolo!

“𝑭𝒐𝒓𝒔𝒆 𝒔𝒕𝒂𝒊 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒂𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒉𝒂𝒊 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒅𝒐𝒗𝒆𝒓 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒕𝒖 𝒊𝒍 𝑪𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐…”. È da questa ...
08/01/2026

“𝑭𝒐𝒓𝒔𝒆 𝒔𝒕𝒂𝒊 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒂𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒉𝒂𝒊 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒅𝒐𝒗𝒆𝒓 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒕𝒖 𝒊𝒍 𝑪𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐…”. È da questa frase letta dopo aver cambiato la vecchia pagina del “Calendario filosofico” che voglio partire, per cercare di analizzare dal più profondo le potenzialità che possiede la nostra mente per permetterci di raggiungere ciò che desideriamo, per poter essere ciò che abbiamo sempre desiderato essere.
Spesso il cambiamento appare davanti ai nostri occhi come un macigno, una montagna insormontabile, che chiude la visuale rendendo la nostra mente talmente offuscata da non consentirci di capire che ciò che vogliamo è proprio davanti a noi. Eppure, gli strumenti per partire e dirigerci nella direzione che vorremmo raggiungere ci sono e uno fra tanti è sicuramente il Karate, come personalmente sperimentato sul campo sia da praticante, sia da “spettatore”. Sì, proprio da spettatore: analizzando il comportamento degli allievi, piccoli e adulti, ho avuto la conferma di come, già dopo pochi mesi di pratica, sia possibile notare evidenti cambiamenti nel modo di porsi davanti alle difficoltà quotidiane, nel modo di muoversi, nel modo di presentarsi ecc.
Quante volte inventiamo scuse per abitudine? Continuiamo a lamentarci su quello che avremmo dovuto o voluto essere, ci sentiamo…
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Il nostro allenamento diventa momento di crescita: tutto ciò che ci serve per crescere e per superare i nostri blocchi interiori è anche sul tatami.

  Sabato 10 gennaio a   (SS) si svolgerà il corso d’aggiornamento arbitri regionale Fikta Hiroshi Shirai Karatedo asd te...
07/01/2026


Sabato 10 gennaio a (SS) si svolgerà il corso d’aggiornamento arbitri regionale Fikta Hiroshi Shirai Karatedo asd tenuto dal M° .

𝐈𝐥 𝐂𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐃𝐨𝐣𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐢𝐭𝐚 - 𝟏𝟓Di   “𝐈𝐥 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞”KARATESul tatami, impari che non è solo la tua ...
05/01/2026

𝐈𝐥 𝐂𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐃𝐨𝐣𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐢𝐭𝐚 - 𝟏𝟓
Di “𝐈𝐥 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞”
KARATE
Sul tatami, impari che non è solo la tua tecnica a contare, ma anche lo spazio che lasci all’altro.
Nel kumite, se cerchi di riempire ogni apertura con un attacco, diventi prevedibile.
Se cerchi di controllare ogni istante, ti irrigidisci.
Il combattimento diventa una serie di scontri di forza senza ritmo.
Ricordo un allenamento in cui il Maestro mi fermò dopo pochi secondi.
Disse: “Non dai spazio. Vuoi colmare tutto. Così non ascolti mai l’altro.”
Aveva ragione: cercavo di imporre la mia volontà, senza lasciare respiro.
Solo con il tempo ho capito che il vero kumite è un dialogo.
Io agisco, lascio spazio, l’altro risponde.
Il vuoto tra le tecniche non è una mancanza: è l’aria che permette allo scambio di esistere.
Il vuoto, in Karate, è relazione.
Non riempirlo significa dare valore al ritmo, alla sensibilità, alla possibilità di imparare anche dall’avversario.
Un combattimento senza vuoto è solo rumore.
Un combattimento con vuoto è una conversazione.

VITA
Fuori dal dojo, le relazioni funzionano nello stesso modo.
Spesso, per paura del silenzio, riempiamo ogni spazio con parole, attività, spiegazioni.
Temiamo che il vuoto sia segno di debolezza, di imbarazzo, di distanza.
Così parliamo troppo, interveniamo troppo, controlliamo troppo.
Ma le relazioni vere respirano proprio grazie al vuoto.
Un silenzio condiviso può dire più di mille parole.
Uno spazio lasciato all’altro permette di sentire la sua presenza senza soffocarlo.
Una pausa prima di rispondere apre la possibilità di ascolto.
Ho vissuto momenti in cui un silenzio lungo in una conversazione ha cambiato il tono di tutto.
In famiglia, ho imparato che lasciare spazio a chi ha bisogno di parlare, senza interrompere, costruisce fiducia.
Nel lavoro, ho visto che i leader che sanno tacere al momento giusto sono quelli che ottengono più rispetto: non impongono, ma accolgono.
Il vuoto non è assenza, è terreno fertile.
È lo spazio in cui l’altro può entrare.
È ciò che permette alla relazione di non essere un monologo, ma un incontro.

INTEGRAZIONE
Il Karate mi ha insegnato che il vuoto non è nemico, ma compagno.
Senza vuoto non c’è ritmo, non c’è ascolto, non c’è possibilità di incontro.
Allenare il Do significa imparare ad abitare quel vuoto senza ansia, senza la tentazione di colmarlo subito.
Nelle relazioni, il vuoto è il luogo in cui puoi davvero incontrare l’altro.
Se riempi tutto con le tue parole, non resta spazio perché l’altro emerga.
Se controlli ogni dettaglio, non permetti a nessuno di mostrarsi per ciò che è.
Se temi il silenzio, non conoscerai mai la profondità di un ascolto vero.
Accettare il vuoto nelle relazioni significa fidarsi: fidarsi che l’altro saprà abitare quello spazio, che il legame non si rompe se non è continuamente riempito.
È difficile, perché l’ego vuole occupare, affermare, dimostrare.
Ma il Do insegna che la vera forza sta anche nel trattenere, nel dare spazio, nel lasciare che sia.
Questo vale in famiglia, dove il vuoto diventa rispetto dei tempi di chi amiamo.
Vale nel lavoro, dove il vuoto diventa occasione per far emergere idee nuove.
Vale nell’amicizia, dove il vuoto diventa silenzio condiviso che nutre.
Quando impari a non temere il vuoto, scopri che la relazione si arricchisce.
Non è più un incastro di forme, ma un respiro comune.
Non è più lotta per lo spazio, ma danza nello spazio.

APERTURA DI CAMPO
E tu?
Come vivi il vuoto nelle tue relazioni?
Lo riempi subito, per paura del silenzio, o riesci a lasciarlo esistere?
Hai mai sperimentato la forza di uno spazio condiviso in cui non servivano parole?
Condividilo: il vuoto che raccontiamo insieme diventa terreno fertile per nuove relazioni più vere.

𝗔𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗮𝗴𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮 Uno tra i cambiamenti che caratterizzano l’adolescenza è quello del rappo...
04/01/2026

𝗔𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗮𝗴𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮
Uno tra i cambiamenti che caratterizzano l’adolescenza è quello del rapporto con i genitori, un rapporto di dipendenza che si trasforma in rapporto maturo. Durante questa fase della vita, infatti, si sente l’importanza delle amicizie e delle relazioni. Quando noi genitori o insegnanti ci relazioniamo con loro, dobbiamo considerare questi aspetti come facenti parte della loro vita.
I ragazzi vanno visti come figure più autonome, il genitore deve rimanere presente, ma non essere invadente e deve potersi adattare ai nuovi bisogni del figlio. Il genitore deve cambiare anche nel modo di comunicare, ci deve essere l’uso di un dialogo aperto, accogliente e non giudicante.
La ricerca di una stabilità sociale porta i ragazzi a trovare sostegno nel “gruppo dei pari”, cioè il gruppo in cui l’adolescente trova affinità, si rispecchia e impara. È fondamentale in questa età sentirsi parte di un gruppo, qui entrano in gioco nuove modalità, nuove dinamiche e nuove regole.
Fare parte di un gruppo consente di scoprire le proprie competenze sociali e abilità dello stare con gli altri. In questa fase, anche attraverso il confronto con il gruppo, i ragazzi e le ragazze sentono il bisogno di acquisire la propria identità.

Dopo questa premessa, necessaria per capire con che approccio dobbiamo relazionarci con un adolescente, analizziamo l’impatto che questi cambiamenti portano nell’attività sportiva…
Continua 👉

L’adolescenza è quel periodo dell’età evolutiva di passaggio tra la pubertà e l’età adulta, un periodo di grandi cambiamenti che nell’attività sportiva sconvolgono lo schema corporeo.

  Domenica 11 gennaio a   (MO) si svolgerà lo stage regionale Fikta Hiroshi Shirai Karatedo asd con i Maestri Riccardo P...
02/01/2026


Domenica 11 gennaio a (MO) si svolgerà lo stage regionale Fikta Hiroshi Shirai Karatedo asd con i Maestri Riccardo Pesce, Paolo Lazzarini, Sergio Ravella, Luca Mossini e Daniele Arcangeli.

🎊𝑨𝒏𝒏𝒐 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐, 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒔𝒑𝒊𝒓𝒊𝒕𝒐 𝒆 𝒈𝒓𝒂𝒏𝒅𝒆 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆! 𝑩𝒖𝒐𝒏 2026 𝒂 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊!🌟
31/12/2025

🎊𝑨𝒏𝒏𝒐 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐, 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒔𝒑𝒊𝒓𝒊𝒕𝒐 𝒆 𝒈𝒓𝒂𝒏𝒅𝒆 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆! 𝑩𝒖𝒐𝒏 2026 𝒂 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊!🌟

𝐈𝐥 𝐂𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐃𝐨𝐣𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐢𝐭𝐚 - 𝟏𝟒Di   “𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐬𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐢𝐫𝐨”KARATECi sono momenti, durante ...
29/12/2025

𝐈𝐥 𝐂𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐃𝐨𝐣𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐢𝐭𝐚 - 𝟏𝟒
Di “𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐬𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐢𝐫𝐨”
KARATE
Ci sono momenti, durante un allenamento o un kumite, in cui il corpo sembra arrivare al limite.
Le gambe non rispondono più, le braccia bruciano, i muscoli chiedono tregua.
La mente grida “fermati!”, eppure qualcosa dentro continua.
Ed è allora che resta solo il respiro.
Ricordo un allenamento di fine giornata, quando le energie erano finite.
Ogni tecnica era più lenta, ogni parata meno precisa.
Sentivo la stanchezza travolgermi, ma poi arrivava l’ordine del Maestro: “Ancora!”.
E in quel momento, tutto quello che avevo era il respiro.
Non pensavo più al pugno, né alla posizione delle gambe.
Inspirare, espirare, lasciarmi portare dal ritmo.
Il corpo si muoveva quasi da solo, guidato da quella corrente invisibile.
Fu lì che compresi: il respiro non è solo un supporto, è la radice della pratica.
Quando il corpo si ferma, il respiro resta.
E nel respiro c’è forza, lucidità, presenza.
Il Karate, a quel livello, diventa un’arte del respiro.
Ogni kiai non è solo un grido, ma un atto che concentra energia e la rilascia.
Ogni pausa tra due colpi è un’occasione per respirare e rinascere.
Quando impari ad affidarti al respiro, scopri che puoi andare oltre i limiti del corpo.

VITA
Fuori dal dojo, quante volte viviamo la stessa esperienza?
Ci sono giorni in cui il corpo non ce la fa più: troppe ore di lavoro, troppe responsabilità, troppi pensieri.
Ti senti svuotato, eppure devi andare avanti.
In quei momenti, se ti affidi solo alla forza fisica o mentale, crolli.
Ma se ti ricordi di respirare, qualcosa cambia.
Ho affrontato riunioni interminabili in cui la tensione era insopportabile.
Eppure bastava un respiro profondo per ritrovare un filo di lucidità.
Ho vissuto discussioni personali in cui il cuore batteva forte e la rabbia saliva.
E proprio in quel momento, scegliere di inspirare invece di rispondere subito salvava la relazione.
Ho conosciuto giorni di crisi in cui tutto sembrava crollare.
E lì, fermarmi a respirare significava non lasciarmi travolgere.
Il respiro è l’unica ancora sempre disponibile.
Non costa nulla, non richiede strumenti, non dipende da condizioni esterne.
È il ponte che ci riporta al presente quando tutto sembra sfuggire.
E quando impari ad affidarti a lui, scopri che anche nelle situazioni più difficili puoi restare in piedi.

INTEGRAZIONE
Il Karate mi ha insegnato che il respiro è il maestro silenzioso che non abbandona mai.
Il corpo si stanca, la mente vacilla, ma il respiro resta.
Allenare il Do significa imparare a riconoscere questa forza invisibile e a usarla come fondamento.
Sul tatami non è un dettaglio tecnico, ma una filosofia incarnata:
il respiro ti radica quando la fatica ti sbilancia,
ti calma quando l’adrenalina ti acceca,
ti guida quando la mente si perde.
Nella vita, vale lo stesso.
Il respiro è il modo più semplice per tornare a te stesso.
È la chiave per distinguere la reazione automatica dalla risposta consapevole.
È lo strumento per trasformare la pressione in presenza.
Viviamo in una società che dimentica il respiro.
Corriamo, lavoriamo, parliamo, ma senza mai fermarci davvero a respirare.
Ci accorgiamo del suo valore solo quando manca: in un affanno, in una paura, in una malattia.
Il Do ci ricorda che il respiro non è scontato: è pratica, è via, è compagno di cammino.
Aprire spazio al respiro significa aprire spazio alla vita.
Ogni volta che inspiri, ricevi.
Ogni volta che espiri, lasci andare.
È un ciclo continuo di accoglienza e liberazione, che ci educa senza parole.
Quando impari a fidarti del respiro, non temi più il limite del corpo.
Sai che dentro di te c’è una sorgente che non si esaurisce con la stanchezza, che non crolla con la fatica.
È questa fiducia che trasforma il Karate in via, e la vita in pratica quotidiana.

APERTURA DI CAMPO
E tu?
Hai mai vissuto un momento in cui non avevi più forze e solo il respiro ti ha sostenuto?
Come ti accompagna oggi il respiro nelle tue sfide quotidiane?
Ti fermi mai ad ascoltarlo davvero, o lo dai per scontato?
Raccontalo: condividere queste esperienze ci ricorda che, anche quando tutto sembra fermarsi, il respiro resta e ci guida.

  Nella mattina di domenica 11 gennaio a   (VA) si terrà lo stage regionale Fikta Hiroshi Shirai Karatedo asd condotto d...
28/12/2025


Nella mattina di domenica 11 gennaio a (VA) si terrà lo stage regionale Fikta Hiroshi Shirai Karatedo asd condotto dal M° assistito dai Maestri della Lombardia , e .
INFO e iscrizioni https://fikta.it/evento/stlo-110126/

🌟𝑩𝒖𝒐𝒏𝒆 𝒇𝒆𝒔𝒕𝒆 𝒆 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒊 𝒂𝒖𝒈𝒖𝒓𝒊 𝒂 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒖𝒏 𝑵𝒂𝒕𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒑𝒂𝒄𝒆 𝒆 𝒔𝒆𝒓𝒆𝒏𝒊𝒕𝒂̀! 🎁
24/12/2025

🌟𝑩𝒖𝒐𝒏𝒆 𝒇𝒆𝒔𝒕𝒆 𝒆 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒊 𝒂𝒖𝒈𝒖𝒓𝒊 𝒂 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒖𝒏 𝑵𝒂𝒕𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒑𝒂𝒄𝒆 𝒆 𝒔𝒆𝒓𝒆𝒏𝒊𝒕𝒂̀! 🎁

 Per festeggiare il Natale e concludere in modo divertente l’anno 2025, domenica 21 mattina, Karate Alfieri ha organizza...
24/12/2025


Per festeggiare il Natale e concludere in modo divertente l’anno 2025, domenica 21 mattina, Karate Alfieri ha organizzato una festa di Natale presso il centro sportivo Trecate46. Erano presenti anche altre palestre Fikta Hiroshi Shirai Karatedo asd del Piemonte: il Jk del M° e la Yushinkai dei maestri e .
La manifestazione è iniziata con un breve stage di circa 45 minuti, in cui i partecipanti sono stati divisi in tre gruppi a seconda del colore della cintura, in modo da farli riscaldare e lavorare secondo il proprio livello.
Mentre gli atleti lavoravano, gli organizzatori hanno diviso i partecipanti in quattro squadre il più possibile omogenee per età e colore di cintura e, verso le 10:00 è iniziata la parte più divertente della mattinata.
Le squadre, riunite sotto i quattro simboli che le rappresentavano: Babbi Natale, omini di pan di zenzero, renne e dinosauri, hanno cominciato a sfidarsi in una serie di prove, ognuna agli ordini del proprio caposquadra che decideva quale dei propri compagni avrebbe dovuto cimentarsi nelle varie tenzoni. I capisquadra avevano anche la responsabilità di decidere quando giocarsi il jolly, che avrebbe fatto raddoppiare i punti guadagnati in quella occasione.
Le prime sfide erano di destrezza e abilità: percorso a ostacoli, staffetta tris, tiro a segno con i cerchi e tiro alla fune.
Dopo la pausa merenda, sono cominciate le prove più specificatamente dedicate al karate, Kihon e Kata eseguiti singolarmente, a coppia o in trio, in modo che tutti i partecipanti fossero coinvolti e dovessero mettersi in gioco in molteplici occasioni.
Alla fine delle sfide dedicate al karate c’era una grande attesa per scoprire quale sarebbe stata la prova segreta.
Nel padiglione risuonavano musiche natalizie mentre, di nascosto nello spogliatoio, i quattro capisquadra si travestivano indossando quattro costumi gonfiabili, che ovviamente rappresentavano un Nabbo Natale, una renna, un omino di pan di zenzero e un dinosauro!
Grandi risate e applausi quando i quattro sono entrati di corsa nell’arena e si sono sfidati in un percorso a ostacoli che ha prodotto scene veramente esilaranti.
Alla fine di questa ultima prova, le squadre si sono riunite per la premiazione e… ulteriore sorpresa, a premiare la squadra vincitrice è arrivato addirittura Babbo Natale in persona!
La kermesse si è conclusa con le classiche foto di gruppo, auguri, abbracci e promesse di vedersi presto per divertirsi nuovamente insieme.
Testo M° Marco Bracciani
Foto

  1^ KIDS CUP LAZIO Il 21 dicembre, presso il Polo Didattico di  , è stata una domenica speciale, all’insegna dello spor...
23/12/2025


1^ KIDS CUP LAZIO
Il 21 dicembre, presso il Polo Didattico di , è stata una domenica speciale, all’insegna dello sport e della crescita, si è infatti tenuta la prima edizione della Kids Cup Lazio, gara di karate tradizionale Fikta Hiroshi Shirai Karatedo asd dedicata ai bambini dai 6 ai 14 anni.
L’evento ha coinvolto 11 società del territorio, con un'affluenza di 120 atleti, trasformando il tatami in un vero palcoscenico di emozioni, grinta e spirito marziale. I piccoli karateka si sono cimentati nelle prove di kata e kumite mostrando grande concentrazione, rispetto e tecnica, sotto gli occhi attenti di maestri, arbitri e famiglie.
Dopo il saluto iniziale del M° , responsabile regionale dei Pdg, e del M° , responsabile regionale Arbitri, è iniziata la manifestazione dislocata su 4 tatami dove, inizialmente, gli atleti hanno eseguito due prove di kata a punteggio, su due tatami diversi, per poi passare alle prove di kumite e kata a squadre.
L'organizzazione è stata impeccabile, con ritmi fluidi, clima positivo e una partecipazione numerosa che ha reso l’evento non solo una gara, ma una vera “festa del karate giovanile”.
Obiettivo della giornata: educare i bambini al confronto sano, alla disciplina e al rispetto delle regole, elementi fondamentali del karate tradizionale.
La classifica generale ha visto trionfare la società Asd Kaizen Karatedo Rieti, che vince il 1° Trofeo Kids Cup Lazio, seguita dalle Asd Shotokan Ryu Shofukai Karate Rieti, Asd Hotoku Veroli e Asd Fukuyama Karate Shotokan Castelliri. Presenti le società Asd Kyudoshin, Asd Dojo Kenshinkan Ryu, Skyline wellness village asd, Centro Sport Roma, Asd Kyu Do Kan Nettuno, Poseidon Karate H. Shirai Asd Nettuno, Centro Studi Karate Frosinone.
Numerosi i momenti emozionanti, tra applausi, medaglie e sorrisi. Ogni atleta è uscito vincitore, portando con sé una nuova esperienza e tanta motivazione per continuare a crescere nel percorso marziale.
La regione Lazio augura a tutti i lettori un buon Natale e felice anno nuovo all’insegna del Karate Tradizionale.

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