01/01/2026
Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella parla anche alle ACLI e al nostro impegno quotidiano.
La prima sfida è la pace: dall’Ucraina a Gaza, fino alle guerre dimenticate in Sudan e Somalia. Una pace che non è solo assenza di guerra, ma modo di vivere insieme, rispettando gli altri. Da qui l’invito a “disarmare le parole”, perché odio e conflitto nascono anche nei gesti di ogni giorno, e a ispirare l’azione internazionale dell’Italia all’articolo 11 della Costituzione.
Il lavoro resta il cuore dello sviluppo del Paese. Mattarella richiama l’80° anniversario della Repubblica e dell’Assemblea Costituente, ricordando la ricostruzione postbellica, le riforme, il Piano casa e il ruolo decisivo di operai e lavoratori. I diritti conquistati vanno difesi e aggiornati senza arretrare sulla dignità della persona.
La Costituzione nasce da una sintesi alta tra differenze: ogni sua riforma deve seguire un percorso condiviso, senza forzature. In un tempo segnato dal ritorno di pulsioni autoritarie, è fondamentale difendere la democrazia anche con un uso responsabile delle nuove tecnologie, a partire dall’Intelligenza Artificiale.
Il ruolo delle donne nella nascita della Repubblica è stato decisivo: tra loro anche Maria Federici, dirigente ACLI e madre costituente. E il ricordo delle ferite del Paese – dal terrorismo alla mafia – ci richiama all’unità delle forze democratiche e alla ricerca della verità.
“La Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi.”
Come ACLI, radicate nel Vangelo e nella Costituzione, vogliamo fare la nostra parte: lavorare per la pace, per un lavoro dignitoso, per un welfare giusto, per il diritto universale alla cura e per una politica capace di trovare sintesi nel rispetto delle differenze.