10/01/2026
Il 9 gennaio, a tredici anni dall’assassinio di Sakine Cansız (Sara), Fidan Doğan (Rojbin) e Leyla Şaylemez (Ronahî), cittadinə curdə e italianə erano in presidio a Campo de’ Fiori, davanti all’Ambasciata francese, per non dimenticare e per ribadire che la lotta curda è viva, oggi più che mai.
Il 9 gennaio 2013, a Parigi, Sara, Rojbin e Ronahi, venivano uccise a Parigi, colpite a causa del loro ruolo centrale nel movimento curdo e nella lotta per l’autodeterminazione e la liberazione delle donne. Dopo tredici anni, la verità è ancora coperta dal segreto di Stato: il mandante, i servizi segreti turchi, continua a essere protetto dalle autorità francesi.
Lo stesso schema si è ripetuto il 23 dicembre 2022 con l’assassinio di Evin Goyi, Mir Perwer e Abdurrahman Kizil.
Questi omicidi sono parte di una guerra aperta contro il progetto di autodeterminazione curdo e il Confederalismo Democratico. Una guerra che oggi continua nei quartieri curdi di Aleppo, Sheikh Maqsoud e Ashrafieh, sotto attacco e repressione da parte delle forze affiliate al governo di transizione siriano.
Ricordare Sara, Rojbin, Ronahî, Evin, Mir e Abdurrahman significa prendere posizione nel presente, contro il silenzio istituzionale, contro la repressione e l’impunità, a fianco di chi lotta per giustizia, autodeterminazione e liberazione delle donne.
La memoria è una pratica di lotta.
Sara, Rojbin, Ronahî
Jin Jiyan Azadî!