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ZEYNEP MURHAG: «I QUARTIERI CURDI DI ALEPPO RESISTERANNO FINO ALLA FINE»Nel pieno dell’escalation militare contro i quar...
11/01/2026

ZEYNEP MURHAG: «I QUARTIERI CURDI DI ALEPPO RESISTERANNO FINO ALLA FINE»
Nel pieno dell’escalation militare contro i quartieri curdi di Sheikh Maqsoud e Ashrafiyah, ad Aleppo, questo articolo propone un’intervista a Zeynep Murhag, attivista del Movimento delle Giovani Donne della Siria del Nord-Est. Tra accordi disattesi, attacchi alle infrastrutture civili e mobilitazione popolare dalla DAANES, la sua testimonianza restituisce il punto di vista di una resistenza civile che rifiuta l’esodo forzato e rivendica autodifesa, dignità e autogoverno.

Leggi l'intervista di Daniela Galiè su DinamoPress, il link è nel primo commento

Il 9 gennaio, a tredici anni dall’assassinio di Sakine Cansız (Sara), Fidan Doğan (Rojbin) e Leyla Şaylemez (Ronahî), ci...
10/01/2026

Il 9 gennaio, a tredici anni dall’assassinio di Sakine Cansız (Sara), Fidan Doğan (Rojbin) e Leyla Şaylemez (Ronahî), cittadinə curdə e italianə erano in presidio a Campo de’ Fiori, davanti all’Ambasciata francese, per non dimenticare e per ribadire che la lotta curda è viva, oggi più che mai.
Il 9 gennaio 2013, a Parigi, Sara, Rojbin e Ronahi, venivano uccise a Parigi, colpite a causa del loro ruolo centrale nel movimento curdo e nella lotta per l’autodeterminazione e la liberazione delle donne. Dopo tredici anni, la verità è ancora coperta dal segreto di Stato: il mandante, i servizi segreti turchi, continua a essere protetto dalle autorità francesi.

Lo stesso schema si è ripetuto il 23 dicembre 2022 con l’assassinio di Evin Goyi, Mir Perwer e Abdurrahman Kizil.

Questi omicidi sono parte di una guerra aperta contro il progetto di autodeterminazione curdo e il Confederalismo Democratico. Una guerra che oggi continua nei quartieri curdi di Aleppo, Sheikh Maqsoud e Ashrafieh, sotto attacco e repressione da parte delle forze affiliate al governo di transizione siriano.

Ricordare Sara, Rojbin, Ronahî, Evin, Mir e Abdurrahman significa prendere posizione nel presente, contro il silenzio istituzionale, contro la repressione e l’impunità, a fianco di chi lotta per giustizia, autodeterminazione e liberazione delle donne.

La memoria è una pratica di lotta.

Sara, Rojbin, Ronahî
Jin Jiyan Azadî!

"ROMA È TUTTA QUI": SABATO 10 GENNAIO ASSEMBLEA IN DIFESA DI SPIN TIMEDopo gli sgomberi di Milano e Torino si manifesta ...
10/01/2026

"ROMA È TUTTA QUI": SABATO 10 GENNAIO ASSEMBLEA IN DIFESA DI SPIN TIME
Dopo gli sgomberi di Milano e Torino si manifesta la minaccia di voler cancellare l’esperienza romana di Spin Time, spazio abitativo e luogo di aggregazione sociale e culturale. Convocata un’assemblea cittadina per discutere di come difendere uno spazio dove si costruisce la città accogliente per tutti e tutte.

Leggi l'articolo di Rossella Marchini su DinamoPress

Dopo gli sgomberi di Milano e Torino si manifesta la minaccia di voler cancellare l’esperienza romana di Spin Time, spazio abitativo e luogo di aggregazione sociale e culturale. Sabato 10 gennaio alle 14.00 si terrà un’assemblea cittadina per discutere di come difendere uno spazio dove si costr...

IL LATO AMARO DEL KIWI DA LATINA ALLA NUOVA ZELANDAIl kiwi si produce nella pianura dell’agro-pontino come nella Bay of ...
09/01/2026

IL LATO AMARO DEL KIWI DA LATINA ALLA NUOVA ZELANDA
Il kiwi si produce nella pianura dell’agro-pontino come nella Bay of Plenty in Nuova Zelanda. Le condizioni di sfruttamento dei lavoratori migranti sono molto simili, come leggiamo nell’estratto del libro “Te la do io l’Australia: un viaggio tra Oceania e Sud-est asiatico”, autoprodotto, 2025.

Leggi l'estratto del libro di Nomadx su DinamoPress

Il kiwi si produce nella pianura dell'agro-pontino come nella Bay of Plenty in Nuova Zelanda. Le condizioni di sfruttamento dei lavoratori migranti sono molto simili, come leggiamo nell'estratto del libro "Te la do io l'Australia: un viaggio tra Oceania e Sud-est asiatico", autoprodotto, 2025

COLOMBIA CONTRO L' IMPERIALISMO STATUNITENSE Decine di migliaia di persone sono scese in piazza a  Bogotá e in oltre tre...
09/01/2026

COLOMBIA CONTRO L' IMPERIALISMO STATUNITENSE

Decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Bogotá e in oltre trenta città in tutta la Colombia lo scorso 7 gennaio in risposta alle minacce di azioni militari contro la Colombia (e Cuba e Messico) da parte del governo degli Stati Uniti di Trump, a seguito dei bombardamenti e del sequestro del presidente venezolano Maduro. La mobilitazione è stato un importante successo ed un segno importante di sostegno popolare al presidente Gustavo Petro dopo le minacce di Trump: nei cortei, nelle piazze e nei presidi migliaia di persone con le bandiere colombiane, striscioni in difesa dell'America Latina e della sovranità popolare, il simbolo del giaguaro latinoamericano contro l'imperialismo statunitense, con la partecipazione di tanti partiti di sinistra e movimenti sociali e sindacali, indigeni e afrodiscendenti, femministi e popolari, per rivendicare l'autodeterminazione della Colombia e dell'America Latina contro l'imperialismo, assieme a tantissimi cittadini e cittadine indignate con l'ingerenza statunitense. Dal palco di una Plaza Bolivar gremita il presidente Gustavo Petro ha parlato per oltre un'ora in difesa della pace, della democrazia e del diritto internazionale, rivendicando la lotta al narcotraffico e la lotta contro ogni guerra e la dottrina Monroe, denunciando l'intervento illegale contro Maduro e dichiarandosi pronto a lavorare per la pace in Venezuela, in Colombia e in America Latina. Petro ha annunciato che proprio poco prima delle mobilitazioni si è tenuto un incontro telefonico di dialogo con il presidente statunitense Trump, il primo dopo mesi di tensioni, minacce e scontri politici, e che si terrà presto un incontro in presenza alla Casa Bianca (Petro in questi giorni ha anche dialogato con la nuova presidenta venezolana Delcy Rodríguez e con il presidente brasiliano Lula dichiarandosi disposto a lavorare per la pace nella regione e l'autodeterminazione dei popoli). "Per fermare le guerre bisogna dialogare, e faremo di tutto per fermare le guerre nel nostro paese, in America Latina e nel mondo" ha concluso il presidente Petro. Una importante mobilitazione popolare in un momento molto difficile e preoccupante per la regione latinoamericana e il mondo, parte della necessaria costruzione di un nuovo internazionalismo contro il regime di guerra e i nuovi imperialismi

📷 Sebastian Bolaños Pérez ()

ALEPPO, IL RITORNO DELLA GUERRA NEI QUARTIERI CURDIL’offensiva delle forze affiliate al governo di transizione siriano a...
09/01/2026

ALEPPO, IL RITORNO DELLA GUERRA NEI QUARTIERI CURDI
L’offensiva delle forze affiliate al governo di transizione siriano a Sheikh Maqsoud e Ashrafiyeh riporta al centro due quartieri curdi sospesi da anni in un equilibrio instabile dentro Aleppo. La rottura di un compromesso politico rimasto incompiuto fa sì che il loro destino torni a interrogare non solo la città, ma l’intero processo di ricomposizione della Siria.

Leggi l'articolo di Daniela Galiè su DinamoPress, il link è nel primo commento

DIAMO IL NOBEL PER LA PACE A GIORGIA MELONIGli ondeggiamenti di Meloni tanto sul mezzo golpe di Trump in Venezuela quant...
08/01/2026

DIAMO IL NOBEL PER LA PACE A GIORGIA MELONI
Gli ondeggiamenti di Meloni tanto sul mezzo golpe di Trump in Venezuela quanto sulle futili manovre europee di sostegno all’Ucraina dovrebbero indurre a impostare la campagna sul referendum a un livello politico più che tecnico e adeguandosi al drastico cambiamento di regole del gioco che gli Usa in crisi cercano di imporre. Meloni si sta guadagnando un Nobel sfigato quanto quello di Machado.

Leggi l'articolo di Augusto Illuminati su DinamoPress

Gli ondeggiamenti di Meloni tanto sul mezzo golpe di Trump in Venezuela quanto sulle futili manovre europee di sostegno all'Ucraina dovrebbero indurre a impostare la campagna sul referendum a un livello politico più che tecnico e adeguandosi al drastico cambiamento di regole del gioco che gli Usa i...

IRAN, RESTA SOLO IL POPOLOUna lettura politica delle proteste, del ruolo delle università e del rifiuto delle false alte...
08/01/2026

IRAN, RESTA SOLO IL POPOLO
Una lettura politica delle proteste, del ruolo delle università e del rifiuto delle false alternative. Dichiarazione congiunta dellə studentə attivistə delle università di Teheran, Beheshti, Allameh, Science and Industry e Tarbiat Modares a sostegno delle proteste nazionali.

Leggi l'articolo di Marina Misaghinejad su DinamoPress, il link è nel primo commento

08/01/2026

Proteste negli Stati Uniti dopo l'uccisione di Renee Nicole Good a Minneapolis da agenti dell'Ice che le hanno sparato mentre era in macchina.
Il sindaco di Minneapolis ha dichiarato che l'ICE "deve andare via dalla città", perché in alcun modo sostiene gli sforzi per la sicurezza urbana.
Dopo Los Angeles, Chicago, Washington, ora Minneapolis, gli "agenti anti-migranti" seminano il panico nelle città e stati democratici cercando le persone migranti fin dentro le scuole. Le formazioni su come difendersi ed essere di supporto sono diffuse e in alcuni casi gli agenti ICE riescono ad essere fermati dalle comunità di quartiere. È probabilmente per questo che Renee Good è stata uccisa. La campagna contro i migranti e le persone solidali di Trump non si vuole fermare di fronte a niente.

IL "NOSTRO" EMISFERO OCCIDENTALEUno straordinario inizio d’anno: gli Stati Uniti nella notte tra il 2 e 3 gennaio hanno ...
07/01/2026

IL "NOSTRO" EMISFERO OCCIDENTALE
Uno straordinario inizio d’anno: gli Stati Uniti nella notte tra il 2 e 3 gennaio hanno rapito il Presidente del Venezuela e sua moglie, distruggendo ciò che rimaneva del diritto internazionale e rivendicando con sfrontatezza tutta l’operazione militare. E anche molto di più.

Leggi l'articolo di Vanessa Bilancetti su DinamoPress, il link è nel primo commento

IMPERIALISMI ANCORA, E NOITrump (e Netanyahu), Putin: non sono autocrati, ma leader politici della rinnovata concorrenza...
07/01/2026

IMPERIALISMI ANCORA, E NOI
Trump (e Netanyahu), Putin: non sono autocrati, ma leader politici della rinnovata concorrenza imperialistica. Leader del tramonto di Stati Uniti e Russia, superpotenze vincitrici della Seconda guerra mondiale che, tramontando aggressivamente, trascinano il mondo nella catastrofe

Leggi l'articolo di Francesco Raparelli su DinamoPress, il link è nel primo commento

LA NUOVA CAMPAGNA PER SOSTENERE L'EX-GKNIl collettivo di fabbrica rilancia il suo progetto di conversione ecologica dell...
07/01/2026

LA NUOVA CAMPAGNA PER SOSTENERE L'EX-GKN
Il collettivo di fabbrica rilancia il suo progetto di conversione ecologica della produzione con una campagna di finanziamento dal basso. In un Paese violentemente militarizzato e deindustializzato il progetto GFF rappresenta un’alternativa che fa paura ai potenti. Il sostegno dal basso diventa l’unica possibilità rimasta mentre il tempo scorre inesorabile.

Leggi l'intervista di Riccardo Carraro a Dario Salvetti su DinamoPress, il link è nel primo commento

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