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IL CANTO A TENORE DI ORGOSOLO DAL 1955 AL 1961 Cantare a tenore ad Orgosolo è una pratica musicale complessa e vivace ne...
02/01/2026

IL CANTO A TENORE DI ORGOSOLO DAL 1955 AL 1961

Cantare a tenore ad Orgosolo è una pratica musicale complessa e vivace nei contenuti, nei comportamenti esecutivi e nei significati anche simbolici, di cui gli attori locali possiedono una piena consapevolezza: una pratica conosciuta ed ammirata da tutti i cantori della Sardegna, rinomata fra gli ‘appassionati ascoltatori’ anche al di fuori dell’isola e variamente documentata a partire dal secondo dopoguerra.

Le registrazioni realizzate per il Centro Nazionale Studi Musica Popolare, dal 1955 al 1961, da studiosi e ricercatori come Diego Carpitella, Franco Cagnetta, Giorgio Nataletti e Antonio Santoni Rugiu, e raccolte ora nei due CD allegati al volume “Il canto a tenore ad Orgosolo”, documentano le voci dei grandi protagonisti della tradizione e offrono un’ampia rappresentazione della varietà di stili e modalità esecutive del tempo.

Il volume e i due cd sono il risultato di una operazione di restituzione condivisa, dialogata si potrebbe dire, realizzata da uno studioso esterno al paese, Sebastiano Pilosu, e un gruppo di cantori di Orgosolo, il “Tenore Supramonte”, che insieme hanno svolto un meticoloso lavoro di contestualizzazione storica, ricorrendo caso per caso anche alla memoria degli anziani cantori del paese, alcuni dei quali testimoni o diretti protagonisti delle registrazioni.

Una documentazione di straordinario interesse storico, indispensabile per comprendere il canto a tenore di Orgosolo e apprezzarne la raffinatezza di pensiero musicale che ci piace ricordare oggi, alla vigilia di altre importanti pubblicazioni sul canto a tenore in Sardegna ad opera dello stesso studioso, Sebastiano Pilosu, assieme a Diego Pani, d’intesa ancora una volta con i protagonisti di tutta la Sardegna di questa straordinaria forma di canto e sotto l’egida dell’ISRE-Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna

"Una documentazione storica e musicale di grande interesse, imprescindibile per gli appassionati della cultura musicale sarda" Ciro De Rosa, Blogfoolk

"Sono proprio i dettagli a rendere avvincente il volume, prezioso nello svelare in maniera appassionata e insieme scientifica una delle realtà più autentiche della nostra tradizione musicale" Piercarlo Poggio, Blow Up

Qui info sul volume con i due CD
https://www.squilibri.it/catalogo/aem-archivi-di-etnomusicologia/sebastiano-pilosu-tenore-supramonte-il-canto-a-tenore-di-orgosolo

Nelle prime due foto di Franco Pinna, del 1967, il Tenore Supramonte di Orgosolo durante una seduta di registrazione, nella terza foto, di Alberto Negrin del 1967, il Tenore è a Orgosolo durante le rilevazioni in vista dello spettacolo "Sentite buona gente" di Roberto Leydi e Diego Carpitella, andato in scena al Lirico di Milano, per la stagione 1967-68 del Piccolo Teatro

NEL PAESE DEI CUPA CUPA 70 ANNI DOPO LE RICERCHE SUL CAMPO DI ERNESTO DE MARTINO E DIEGO CARPITELLA "Il paese del cupa c...
31/12/2025

NEL PAESE DEI CUPA CUPA 70 ANNI DOPO LE RICERCHE SUL CAMPO DI ERNESTO DE MARTINO E DIEGO CARPITELLA

"Il paese del cupa cupa" è l’espressione utilizzata da Diego Carpitella per indicare la Basilicata nei resoconti delle ricerche svolte negli anni ’50 con Ernesto De Martino e Franco Pinna: ricerche che hanno portato alla definizione di un quadro della musica tradizionale lucana divenuto poi canonico, con un ruolo centrale assegnato alla componente agro-pastorale e alle sue forme di canto, in particolare il canto a cupa cupa e le ballate narrative, accanto a strumenti come la zampogna e il suo sostituto moderno, l’organetto.

A cinquant’anni di distanza da quella pioneristica ricognizione, nel 2005 è stata avviata una capillare ricerca sul campo condotta in tandem da un etnomusicologo lucano, già autore di importanti lavori sui patrimoni musicali locali, e da un fotografo con una forte predilezione per le rilevazioni sociali e di carattere collettivo.

Nicola Scaldaferri e Stefano Vaja hanno così battuto in lungo e largo tutto il territorio regionale in una ricerca sfociata poi nel volume con cd allegato che, configurandosi come la più estesa ricostruzione mai realizzata sulla musica tradizionale lucana, ha evidenziato anche le profonde mutazioni nel frattempo sopraggiunte rispetto alla visione consacrata nelle indagini di De Martino e Carpitella.

Lamenti funebri, giochi di mietitura, canti di lavoro e ninne nanne sono risultate manifestazioni sonore pressoché scomparse dalla prassi ordinaria, così come in gran parte è scomparsa la Lucania delle foto di Franco Pinna. Gli ambienti domestici, allora come oggi, sono saturi di suoni di altro genere che provengono principalmente dai mass media: le ninne nanne sono sostituite da forme di musica riprodotta, le attività lavorative sono scandite da ritmi e suoni ben diversi dai canti per la raccolta delle olive e canti alla pisatura, le feste da ballo e i pranzi di nozze sono allietate da musiche da discoteca o da gruppi che suonano il liscio.

A fronte di fenomeni che si presentavano in una fase terminale, i due ricercatori hanno potuto però documentare tenaci forme di resistenza di alcune modalità espressive e l’avvio di significativi processi di rivitalizzazione di altri aspetti della cultura musicale tradizionale, talvolta anche con vere re-invenzioni attorno alle quali si ritrovavano soprattutto le ultime generazioni. Dinamiche tutt’altro che lineari all’interno delle quali un ruolo fondamentale era svolto dagli strumenti musicali, in particolare tamburello, zampogna e organetto, meno legati, rispetto alle forme di canto, a specifici momenti occasionali o rituali.

Strumenti e musiche dei “nonni”, spesso trascurati o negati dai “padri”, sono stati così ripresi dai più giovani, grazie anche ai numerosi corsi di formazione sorti in regione e, soprattutto, alla ripresa di attività costruttive artigianali che hanno rimesso in circolazione zampogne e surduline, che negli anni Ottanta del secolo scorso sembravano destinate a scomparire. E, pur guardando agli ultimi anziani depositari della tradizione come autentici maestri sulle cui orme incamminarsi, questi giovani cultori di particolari forme espressive non erano certo pastori o contadini ma musicisti e costruttori, formatisi spesso nei conservatori e con trascorsi anche universitari.

Gli autori si sono così soffermati in concreto su pratiche musicali che rivestivano un ruolo di fondamentale importanza nelle comunità locali, pur intrecciandosi con forti elementi di contaminazione. Grazie anche all’ampia documentazione fotografica e alla vasta antologia sonora del CD, nel volume si è così animata una rappresentazione in presa diretta di una realtà culturale vivacissima di cui si sono passati in rassegna repertori musicali, contesti e modalità d’esecuzione, musicisti e costruttori di strumenti, testimonianze storiche e iconografiche.

Un quadro d’insieme che anche successivi ritorni sul campo hanno confermato ancora valido e del tutto corrispondente alla realtà concreta del “fare musica” oggi in Basilicata. La nuova edizione, a quindici anni di distanza dalla prima, si presenta pertanto immutata nella sua struttura fondamentale ma arricchita da una articolata sezione di video e da una conversazione tra i due autori che riflettono su quella loro esperienza caratterizzata dall'abbinamento tra musica e fotografia che, da Arturo Zavattini a Franco Pinna, aveva caratterizzato le rilevazioni sul campo degli anni Cinquanta del secolo scorso.

Questi nuovi materiali, consultabili online e accessibili tramite il QR-Code apposto sul volume, integrano il quadro complessivo di quella ricerca anche con significative aperture su sviluppi successivi, documentati in particolare da Scaldaferri nella sua ininterrotta attività di studio e di rilevazioni nell’ambito delle musiche di tradizione orale della Basilicata.

"Nel paese dei cupa cupa" è tra i volumi offerti in adozione gratuita alle scuole della Basilicata all'interno della nuova edizione del concorso "Adotta un canto, scopri una tradizione", tuttora in corso
https://www.squilibri.it/blog/adotta-un-canto-scopri-una-tradizione-al-via-la-seconda-edizione-del-concorso-per-le-scuole-della-basilicata

Qui info sul volume con gli allegati audio e video
https://www.squilibri.it/catalogo/sinestesie/nicola-scaldaferri-stefano-vaja-nel-paese-dei-cupa-cupa-nuova-edizione

BASTA CON LA CANZONE D’AUTORE, BASTA!Ce lo ripetiamo ogni anno, ripromettendoci di ridurre, se non azzerare del tutto, l...
30/12/2025

BASTA CON LA CANZONE D’AUTORE, BASTA!

Ce lo ripetiamo ogni anno, ripromettendoci di ridurre, se non azzerare del tutto, le nostre uscite in quest’ambito e, ogni anno, dobbiamo arrenderci di fronte alla bellezza dei progetti artistici che ci vengono proposti, per noi uno più bello dell’altro e tutti egualmente importanti.

Anche per il 2026 ci ripromettiamo di fare poco ma saremo molto contenti di smentirci pubblicando altri progetti della stessa importanza e bellezza. Nel frattempo, un sentito ringraziamento agli artisti che ci hanno affidato le loro opere, chi per la prima volta, chi ormai al terzo disco con la nostra piccola casa editrice

Enzo Moscato, HOTEL DE L’UNIVERS
“Il teatro nella sua declinazione più universale, più compiuta e straordinaria nelle risonanze sonore a cura di Pasquale Scialò, una 'educazione sentimentale' alla canzone, potenza inesauribile. Squilibri pubblica un gioiello, un disco davvero imperdibile” Anna Menichetti, RSI-Radio Svizzera Italiana

Federico Sirianni, LA PROMESSA DELLA FELICITA’
“La dolcezza poetica di Federico Sirianni sfiora altitudini mai nascoste, sfodera dal cilindro della meraviglia un disco che profuma di miracolo e e ci consegna, con classe sopraffina, un album davvero importante e soprattutto sincero” Marco Zordan, Indiepercui

Massimo Donno, LA SPADA E L’INCANTO
“un disco di spessore e compiuto umanesimo che sarebbe piaciuto molto al grande Goffredo Fofi (...) Nove canzoni e un remix notevole per ribadire quanto aveva intuito il visionario Francesco del Cantico delle Creature, ottocento anni fa: non siamo i padroni del mondo” Guido Festinese, Il manifesto

Erica Boschiero, UN POSTO SULLA TERRA
“È un gioiello questo nuovo album di Erica Boschiero, brilla delicato. Ogni ascolto restituisce qualche colore nuovo, un riflesso diverso che incanta sempre più. Un album, prodotto e arrangiato benissimo, un album che fa bene alla Canzone Italiana" Michele Neri, Ardisc

E grazie anche a chi, con le sue opere, ha aggiunto bellezza a bellezza, vale a dire Peter Sis, per il disco di Erica, Beppe Stasi, per l'album di Massimo, Romina Di Forti, per quello di Federico, e Mimmo Paladino, per la nuova edizione di Hotel de l'Univers

29/12/2025

SU PIERO CIAMPI, ANCHE NEL 2026

Uscito verso la fine del 2024, il doppio CD di Piero Ciampi, “Siamo in cattive acque. Canzoni inedite”, a cura e con note e introduzione di Enrico de Angelis, nel corso del 2025 ha avuto numerose ed entusiastiche recensioni, è stato più volte presentato in città e contesti diversi e, spesso, ha anche animato appuntamenti specifici e ad hoc, peraltro ancora in corso di svolgimento, e ci ha riservato non poche sorprese tra le quali la sua elezione nella cinquina dei migliori dischi dell’anno per le Targhe Tenco, oltre tutto in ottima compagnia tra cui anche un altro nostro album, quello di Federico Sirianni, “La promessa della felicità”.

Anche nel corso del 2026 avremo modo di ritornare sull’opera di un grande della canzone d’autore come Ciampi con altre iniziative, riferite non soltanto a questo doppio CD, corredato anche dalle fotografie inedite di Uliano Lucas, dai collage digitali di Daisy whirlpool bath e da numerosi autografi dello stesso Ciampi.

In attesa che si definiscano queste iniziative al momento in cantiere, vi riproponiamo il servizio che, in occasione della pubblicazione del doppio CD, gli ha dedicato Marco Cosenza sul TG3, con intervista anche al curatore, Enrico de Angelis

Difficile non essere d'accordo con un critico musicale come Gianni Gardon quando, tra i dieci migliori dischi dell'anno,...
28/12/2025

Difficile non essere d'accordo con un critico musicale come Gianni Gardon quando, tra i dieci migliori dischi dell'anno, ne mette ben due della nostra piccola casa editrice, "Un posto sulla terra" di Erica Boschiero e "La promessa della felicità" di Federico Sirianni: il primo, uscito da pochissimi giorni, è anche sul podio accanto al disco di Michele Gazich, direttore artistico dell'altro nostro disco, quello di Federico.

Questo il suo giudizio sul disco di Erica
"Avevo già trovato rilevante il precedente “Respira”, ma qui la cantautrice trevigiana si supera, con una scrittura sempre più personale, dove tematiche intime e sociali si sposano al meglio e la natura si erge ancora a protagonista, faro guida della sua poetica".

e qui quello sul disco di Federico
"Il genovese Federico Sirianni si conferma artista di razza, aggiungendo con il concept “La promessa della felicità” un altro prezioso tassello alla sua collezione d’autore. Sono brani densi, ispirati, sentiti quelli inseriti qui dentro, che mostrano un talento per la scrittura fuori dal comune".

Nella prima copertina, un'opera di Peter Sis e, nella seconda, di Romina Di Forti che firmano anche le opere all'interno dei due booklet

Al primo commento, l'articolo completo di Gardon

FRANK ZAPPA E IL CANTO A TENORE DELLA SARDEGNA"Ho scoperto la musica sarda per la prima volta nel 1988, durante la parte...
26/12/2025

FRANK ZAPPA E IL CANTO A TENORE DELLA SARDEGNA

"Ho scoperto la musica sarda per la prima volta nel 1988, durante la parte italiana del tour europeo. Il nostro promotore milanese mi aveva portato una cassetta della sua collezione etnomusicologica, che ho ascoltato in macchina mentre andavo a un concerto. Sono rimasto stupito da ciò che ho sentito e negli anni successivi ho cercato altre registrazione di questa musica. E grazie a Riccardo Giagni ora abbiamo un altro eccellente esempio delle capacità vocali sarde. E spero che questo album piaccia a tutti almeno quanto è piaciuto a me"

Così Frank Zappa, nella nota di copertina dell'album "Intonos" del Tenores Remunnu 'e Locu di Bitti, con il quale si riprometteva anche di collaborare, ritenendo la loro proposta artistica, così radicata nella tradizione sarda, una forma di "musica contemporanea" e una delle più interessanti manifestazioni sonore che avesse incontrato.

In particolare, il loro canto per Zappa, più che un reperto museale o una mera sopravvivenza, era "musica del futuro", di cui aveva apprezzato in particolare la complessità polifonica e il radicamento in una storia culturale.

Tra le novità del 2026, anche un volume autobiografico di Daniele Cossellu che, in dialogo con Sebastiano Pilosu, ripercorrre la sua lunga attività artistica e umana con il Tenores Remunnu 'E Locu di Bitti: il volume segna anche l'avvio di un'altra collaborazione di cui siamo orgogliosi, quella con l'ISRE-Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna

Nella seconda foto, il gruppo di Bitti in una esibizone del 2011: DANIELE COSSELLU oche e mesu oche, PIERO SANNA oche e mesu oche, PIERLUIGI GIORNO contra e MARIO PIRA bassu

Riccardo Giagni, citato da Zappa, è un musicologo, compositore e produttore discografico che aveva portato a Zappa quella sua registrazione del gruppo e che poi, su suggerimento dello stesso Zappa, aveva prodotto il CD dei Tenores di Bitti per Robi Drol.

Tra le novità del 2026, DDUJE PARAVISE di Gnut e Alessandro D'Alessandro, un disco che è una vera meraviglia, con i dise...
23/12/2025

Tra le novità del 2026, DDUJE PARAVISE di Gnut e Alessandro D'Alessandro, un disco che è una vera meraviglia, con i disegni di Chiara Rapaccini e due ospiti speciali, Tosca e Enzo Gragnaniello

CD e Vinile ora in pre-order con uno sconto sul prezzo di copertina

Ma regalate e regalatevi anche uno dei loro concerti, in un calendario appena avviato

29/01 MILANO, Q-Hub
30/01 GENOVA, Spazio Lomellini
06/03 ROMA, Auditorium Parco della Musica
15/04 BOLOGNA, Sghetto
03/05 FIRENZE, Parc

Gnut e Alessandro D'Alessandro Dduje paravise 2026, CD € 20Formato 14x14, pp. 28, con i dipinti di Chiara Rapaccini In pre-order a 17 euro invece di 20 20...

Nell'anno del suo album "La promessa della felicità", Federico Sirianni rivolge la sua attenzione, con un nuovo brano -D...
22/12/2025

Nell'anno del suo album "La promessa della felicità", Federico Sirianni rivolge la sua attenzione, con un nuovo brano -Dio dei baraccati- a quanti quella promessa la vita si è incaricata di negare, dispersa tra le strade di una città dove si muovono senza un tetto né una fissa dimora, tra i colori e le luminarie di un Natale per tutti loro amarissimo.

Un nuovo brano e un nuovo video del cantautore genovese dedicato ai senza tetto e ai senza fissa dimora che affollano le nostre città vestite a festa, tra

OTELLO PROFAZIO E FABRIZIO DE ANDRE'"Fabrizio l’ho frequentato molto agli inizi della carriera e quando scendeva a Roma ...
21/12/2025

OTELLO PROFAZIO E FABRIZIO DE ANDRE'

"Fabrizio l’ho frequentato molto agli inizi della carriera e quando scendeva a Roma veniva a stare a casa mia. Io cercavo di “volgarizzarlo”, perciò lo portavo a mangiare il coniglio in una trattoria sull’Aurelia, mentre lui, che era pur sempre il figlio dell’amministratore delegato dell’Eridania, contraccambiava portandomi nei locali più chic come "Il piccolo Budapest" a Fontana di Trevi e il "Club 84" a via Veneto. Per anni ho continuato a ricevere telefonate di donne che lo cercavano a casa mia.

Comunque Fabrizio, tranne che con le donne, era molto timido; sono stato io a convincerlo ad andare in televisione per il programma "Incontro con Fabrizio De Andrè" che si ostinava a non voler accettare per problemi di fotogenia. L’ho accompagnato anche a Milano al club di Tinin Mantegazza dove gli ho fatto conoscere Gaber, Jannacci, Cochi e Renato e Lino Toffolo"

Dal volume-intervista, a cura di Massimo De Pascale, e con due CD allegati, "Otello Profazio. A viva voce"
https://www.squilibri.it/catalogo/a-viva-voce/massimo-de-pascale-otello-profazio

Con il nuovo anno, un altro volume con CD allegato sugli esordi del giovane, giovanissimo Otello

Nella foto, scattata a Roma nel 1968, Otello con Franco Fontana, in piedi a sinistra, Luisa De Santis, Ferruccio Castronuovo, Anna Casalino e Fabrizio De André.

FIORENZO SERRA E LA SARDEGNA DEGLI ANNI '60"Se c'è un regista che ha saputo raccontare con le immagini le trasformazioni...
19/12/2025

FIORENZO SERRA E LA SARDEGNA DEGLI ANNI '60

"Se c'è un regista che ha saputo raccontare con le immagini le trasformazioni della società sarda negli anni del dopoguerra e le grandi speranze di crescita del popolo sardo, questo è FIORENZO SERRA"

Così, sulle pagine de L'unione Sarda, Antonello Zanda sulla nuova edizione del volume di Gianni Olla, "Fiorenzo Serra, regista", promossa dalla Cineteca Sarda-Società Umanitaria, come un duplice omaggio: innanzi tutto a un regista, "la cui opera continua a interrogare e ispirare nuove generazioni di cineasti, e allo stesso tempo un tributo a Gianni Olla, che ha dato un contributo decisivo alla crescita di una coscienza cinematografica nell'isola".

Qui info sul volume in pre-order a 15 euro invece di 20
https://www.squilibri.it/catalogo/quaderni-della-cineteca-sarda-societa-umanitaria/gianni-olla-fiorenzo-serra-regista

“È un gioiello questo nuovo album di Erica Boschiero, brilla delicato. Ogni ascolto restituisce qualche colore nuovo, un...
19/12/2025

“È un gioiello questo nuovo album di Erica Boschiero, brilla delicato. Ogni ascolto restituisce qualche colore nuovo, un riflesso diverso che incanta sempre più.

Un album che si può definire “vero” oltre che bello e non è che accade spesso. Un album che merita diffusione, di essere ascoltato, prodotto e arrangiato benissimo, un album che fa bene alla Canzone Italiana”

Così Michele Neri, Ardisc, sul nuovo album di Erica Boschiero, Un posto sulla terra

https://ardisc.it/erica-boschiero-un-posto-sulla-terra/?fbclid=

Un album che merita diffusione, di essere ascoltato, prodotto e arrangiato benissimo, un album che fa bene alla Canzone Italiana.

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