Il Fuori Coro - Caduti della Polizia Locale

Il Fuori Coro - Caduti della Polizia Locale Il Fuori Coro nasce dall'unione spontanea di colleghi appartenenti alla Polizia Locale di vari Comuni

NICOLÒ SAVARINO12 gennaio 2012 - 12 gennaio 2026NICOLÒ SAVARINO, PRESENTE!Sono trascorsi 14 anni da quella tragica giorn...
12/01/2026

NICOLÒ SAVARINO

12 gennaio 2012 - 12 gennaio 2026

NICOLÒ SAVARINO, PRESENTE!

Sono trascorsi 14 anni da quella tragica giornata, quando il lavoro, la vita ed i sogni di Nicolò Savarino, Agente di Polizia Locale del Comune di Milano, sono stati spazzati via. Milano, 12.02.2012 zona Bovisa, una zona ed un giorno che al di là della toponomastica e dei lunari, saranno ricordati come il momento ed il luogo dell'orrore, del disprezzo e del rifiuto di ogni valore morale ed etico e di ogni umanità. Una morte, quella del collega Nicolò Savarino che puntualmente, ad ogni ricorrenza, porta con sé quegli interrogativi da sempre inevasi e quel senso di rabbia impotente e muta perché troppe parole sono state spese ma poche di queste, hanno saputo rendere giustizia a questo ragazzo figlio della terra di Sicilia e fiero di essere un Agente della Polizia Locale meneghina, travolto intenzionalmente da un rom che alla guida di un suv, dopo averlo colpito, ha ingranato poi la retromarcia per travolgerlo nuovamente, uccidendolo sul colpo e trascinandone il corpo per più di 200 metri. Una tragedia efferata e brutale che ha visto l'autore di tanto delitto darsi alla fuga per poi essere, in Ungheria arrestato ed estradato in Italia. Un rom giovanissimo, minorenne, al momento del delitto, fatto questo che nel tempo, tra appelli, revisioni, concessioni di attenuanti e vari appigli legali e pandette, ha drasticamente ridotto la pena a questo inqualificabile individuo, beneficiato da un sistema giudiziario, proprio lui che di pietà per il collega Savarino non ne ha avuta per niente. Non c'è stata giustizia per Nicolò Savarino un poliziotto locale che tutti ricordano per essere sempre stato buono, disponibile e dal temperamento molto calmo; un collega posato, corretto, competente e riservato al punto da nascondere ai più, il suo impegno nel sociale in attività di volontariato in favore dei disabili. Una persona splendida e stimata da tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerne il carattere e la professionalità e che dopo 13 anni e sentenze discutibili, hanno soltanto potuto masticare sgomento e rabbia. Una storia che vede coinvolto anche un complice nei confronti del quale la macchina giudiziaria si è espressa alimentando perplessità e delusione tra i parenti, gli amici ed i colleghi di Nicolò. Ma la Legge è Legge e non saremo certo noi con la nostra dialettica spicciola ad alimentare pregiudizi nei confronti della Legge stessa ma se in dialettica il pregiudizio non è una posizione legittima, legittimo è però il dubbio ed in merito al "caso" Savarino, al di là di ogni triste ricordo, di ogni delusione e di ogni muta rabbia, il dubbio resta, anzi, restano i tanti dubbi che ognuno di noi, ogni Agente, sa cercare e trovare in questa tragedia che ogni anno si perpetua nei ricordi e nel cuore di tutti coloro legati per tanti aspetti a Nicolò. Ed i dubbi, nel tempo, non sono andati scemando, non si sono sopiti così come non sì è sopito il dolore ed il ricordo di questo collega assassinato, ma anzi si rinnova con la lettura dell'ultima sentenza che assolve il complice che quel maledetto giorno, era in compagnia del rom che ha travolto Nicolò. Legge è Legge, come abbiamo già avuto modo di dire ma, quando questa è messa in discussione dal dubbio, allora la sfiducia, conduce alla rassegnazione e la rassegnazione, quando si indossa una divisa e si opera sulla strada e tra la gente , non è il miglior viatico come la vicenda Savarino insegna. Nicolò Savarino, Vittima del Dovere, lascia un vuoto in ogni cittadino onesto che crede nella legalità e nelle ragioni della convivenza pacifica e civile, in tutti noi suoi colleghi, ma in particolare nei suoi cari che tutti gli anni ed anche quest'anno, si troveranno nel parco di Via Livigno 9 a Nicolò dedicato, ricordano con una sentita e partecipata cerimonia, la sua scomparsa. Chi potrà partecipare, voglia portare un forte abbraccio anche da parte di coloro che saranno impossibilitati a farlo; un abbraccio che anche se virtuale, sarà testimonianza di solidarietà, rispetto ed affetto per questo sfortunato collega, un eroe facente parte di una categoria di eroi non riconosciuti, esclusi da tutele di ogni tipo ma non dal sacrificio anche estremo. Siamo certi di una presenza compatta e commossa di Agenti e di autorità cittadine, ad ulteriore dimostrazione di come la memoria di un collega, di un amico, di un fratello in divisa, non sbiadisca fino a divenire un'ombra e di come un ricordo non venga stemperato dal tempo quando il ricordo è vero e sentito nel cuore e sulla pelle. E Nicolò Savarino verrà ricordato perché la memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva.
Personaggi di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutt’Italia, perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Milano e per tutti noi.
NICOLÒ Savarino, PRESENTE !

ONORE A TUTTI I CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!

Il Fuori Coro

19 LUGLIO 2025  / 09 GENNAIO 2026 Sono passati 6 mesi da quando Alessio Gaglia, 31enne Agente motociclista della Locale ...
09/01/2026

19 LUGLIO 2025 / 09 GENNAIO 2026

Sono passati 6 mesi da quando Alessio Gaglia, 31enne Agente motociclista della Locale di Genova, durante il servizio, il giorno 18 ultimo scorso, ha perso la vita in un sinistro stradale mentre si recava in ausilio ai colleghi, al fine di evitare che un banale sinistro senza feriti, degenerasse in una rissa tra le parti coinvolte.
Il nostro Alessio sulla moto di servizio e con sirena azionata, nell'attraversare un incrocio non riusciva ad evitare l'impatto con una vettura condotta da una mamma che con a bordo anche due bambine, aveva compiuto manovra di svolta per immettersi nella carreggiata.
L’impatto è stato violentissimo, il collega dopo l'urto che l'ha sbalzato a diversi metri di distanza, ha subito un gravissimo trauma cranico, lesioni multiple tra le quali la frattura del bacino ed una forte emorragia.
Immediati i soccorsi ed il trasferimento all' ospedale San Martino, dove il nostro giovane Collega è stato sottoposto in tarda serata ad intervento neurochirurgico per tentare di ridurre un’estesa emorragia cerebrale conseguenza allo schianto. Ma purtroppo, nonostante l'età e la forte tempra del nostro giovane collega, le sue condizioni sono peggiorate fino al tragico epilogo.
Un altro collega che ci lascia per aver sacrificato al servizio il bene più prezioso: la sua stessa vita.
Sono molti, troppi i colleghi che dobbiamo piangere, Caduti in servizio e poi dimenticati dalle Istituzioni, quelle stesse che invece dovrebbero fare tesoro del lavoro del poliziotto locale e prendere atto dei pericoli e delle tragedie che la strada, il territorio o l'ambiente ostile dove operiamo e che ci circonda, ci riservano. Alessio Gaglia è un altro dei Caduti in della Polizia Locale che noi del Fuori Coro e dell'OPL piangeremo insieme ai suoi familiari, agli amici ed ai colleghi ed a tutti coloro che l'hanno conosciuto ed apprezzato per le sue doti umane e professionali.
Riposa in pace fratello.
FC-OPL

05/01/2026
Buone feste🎄🎅🎄
24/12/2025

Buone feste🎄🎅🎄

GIUSEPPE RATTA’ – CATANZARO24 dicembre 1986 – 24 dicembre 2025E’ la mattina del 24 dicembre 1986 quando Giuseppe Rattà, ...
24/12/2025

GIUSEPPE RATTA’ – CATANZARO
24 dicembre 1986 – 24 dicembre 2025
E’ la mattina del 24 dicembre 1986 quando Giuseppe Rattà, uscendo da casa per andare in servizio, saluta la moglie concordando di trovarsi la sera per festeggiare il Natale. Non sa che il destino ha altro in serbo per lui. Un pregiudicato, residente a Milano ma in vacanza a Catanzaro presso i parenti della moglie, tenta un furto in una gioielleria, ma viene costretto alla fuga. Trova sulla sua strada un primo vigile urbano che tenta di fermarlo, inutilmente. Si impossessa di una macchina in transito e fugge con quella. E’ a quel punto che si trova di fronte Giuseppe Rattà, che non esita a intimargli l’ALT. Il malvivente, forse sentendosi braccato, spara, colpendolo al torace. Giuseppe, seppur ferito, risponde al fuoco, uccidendo il rapinatore. Nonostante venga subito soccorso, trasportato in ospedale e sottoposto a intervento chirurgico, Giuseppe muore poco dopo.
Tutta la città, sconvolta, esprime solidarietà e si stringe intorno alla famiglia Rattà e alle due figlie. Almeno cinquemila persone rendono l’ultimo saluto al vigile urbano, tra cui le massime autorità regionali, i sindaci delle tre città capoluogo della Calabria, i rappresentanti dei partiti, delle organizzazioni sindacali, delle forze dell’ordine. Viene proclamato il lutto cittadino, e i funerali si svolgono il 26 dicembre sotto un sole gelido e una cappa di silenzio quasi spettrale. Apre il corteo funebre la corona di fiori inviata dal Presidente della Repubblica. Forti le parole che il vescovo pronuncia: “La città piange per la scomparsa di un giovane tutore dell’ordine che ha pagato con la vita l’attaccamento al dovere e alla divisa. Una morte ingiusta, violenta, capitata quasi per caso in un giorno di pace e di festa per tutti. Quando a cadere sotto i colpi di una pi***la nemica è un servitore dello Stato, la morte acquista un significato diverso, è il segno che il prezzo da pagare alla tenuta delle istituzioni e della democrazia è ancora un prezzo troppo alto”.
A distanza di tanti anni il ricordo di Giuseppe Rattà è ancora vivo nella memoria dei cittadini di Catanzaro. A lui è stata riconosciuta la Medaglia d’Oro al Valor Civile, in quanto caduto nell’adempimento del proprio dovere.
Nel dicembre 2013, alla presenza dei familiari, in occasione dell’inaugurazione del primo museo dedicato alla Polizia Locale in Italia, la sede del Comando di Catanzaro viene intitolata alla memoria di Giuseppe Rattà e di Paolo Procopio, caduto in servizio nel 2009.
Il coraggio di Giuseppe, impresso nella memoria di tutti noi, ci rende orgogliosi e onorati di essere oggi poliziotti locali.
La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva.
Personaggi di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutta Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Municipale di Catanzaro e per tutti noi.
ONORE A GIUSEPPE RATTA'!
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!
Il Fuori Coro

17/12/2025

CARMINE GUZZO
COSENZA
17.12.2024 17.12.2025

E’ ormai trascorso un anno da quando il collega e fratello Carmine Guzzo e’ deceduto per un malore mentre era in servizio.
Inizio servizio di una giornata come le altre. Il Luogotente Carmine Guzzo e’ in servizio presso il Comando quando viene colto da malore .
A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo da parte, prima dei colleghi e poi dai soccorsi intervenuti sul posto.
Profonda commozione ha destato la sua precoce morte. Vari attestati di stima sono giunti a ricordare il collega.
La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva. Colleghi come lui, meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutt'Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Cosenza e per tutti noi.
ONORE A CARMINE GUZZO
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE
IL FUORI CORO

MARIO CASCARINI - ROMA14 dicembre 1966 – 14 dicembre 2025Potremmo definire Mario Cascarini un fantasma. Un fantasma dell...
14/12/2025

MARIO CASCARINI - ROMA
14 dicembre 1966 – 14 dicembre 2025
Potremmo definire Mario Cascarini un fantasma. Un fantasma della Polizia Locale.
Il suo nome è riportato sulla lapide che ricorda i Caduti della Polizia Locale di Roma, posta nel cortile del Comando, e nei (pochi) siti che ricordano ed elencano il numero, sempre più elevato, dei colleghi che hanno perso la vita indossando la nostra uniforme. Ma, a parte la dicitura “è stato investito da un’auto”, in merito alla tragica fine del collega, in rete, non si trovano altre notizie, se non qualche scarna riga sulla pagina Facebook de “Il Pizzardone”. Per sapere cosa sia successo quel giorno di cinquantadue fa abbiamo consultato i quotidiani dell’epoca, gli unici che riportassero notizie più precise e circostanziate in merito ai fatti accaduti.
E’ il tardo pomeriggio del 12 dicembre 1966 ed è già buio quando Mario Cascarini e Sergio Poggiani, vigili motociclisti del Comune di Roma, intervengono al Km 17,00 della Via Cristoforo Colombo per i rilievi di un incidente. Ci sono anche dei lavori in corso, ed insieme ad un operaio cercano di sistemare convenientemente le transenne e i segnali di pericolo per poter operare in sicurezza. Proprio in quel momento sopraggiunge una Fiat 850, il cui conducente, 53 anni, che sta tornando a casa ad Ostia, non accorgendosi della loro presenza, urta la transenna, perde il controllo del veicolo e piomba addosso ai tre, scaraventandoli sull’asfalto. Si fermano altri automobilisti a soccorrere i tre malcapitati, che vengono trasportati al pronto soccorso del Sant’Eugenio. Sergio Poggiani, 36 anni, ha il femore fratturato; l’operaio, 44 anni, un braccio fratturato; Mario Cascarini, che di anni ne ha 37, ha un trauma cranico, e le sue condizioni appaiono preoccupanti fin da subito. Nonostante le numerose trasfusioni di sangue cui viene sottoposto, donato dai suoi colleghi, le sue condizioni si aggravano sempre di più. Mario muore alle prime luci dell’alba del 14 dicembre, lasciando sole la moglie e due bambine di 8 e 11 anni. I rilievi tecnici dell’incidente vengono effettuati dalla polizia stradale, e viene ipotizzato che il pericolo non fosse sufficientemente segnalato. Il sindacato dipendenti comunali sottolinea le gravi responsabilità del Comando dei Vigili e del Comune che, tra l’altro, solo dopo l’incidente “consigliano” ai vigili di non sostare in mezzo alle strade in ore serali e viene fornito ai motociclisti il casco bianco, simile a quello della stradale e perciò visibile da lontano. I funerali si svolgono in forma solenne nella chiesa di Santa Maria della Consolazione la mattina del 16 dicembre. Il feretro viene scortato da un picchetto d’onore composto da quaranta vigili urbani in rappresentanza dei vari gruppi, e viene portato a spalla dai colleghi del reparto motociclisti.
La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva.
Personaggi di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutta Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Roma e per tutti noi.
ONORE A MARIO CASCARINI!
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!
Il Fuori Coro

PAOLO PROCOPIO – CATANZARO11 dicembre 2009 – 11 dicembre 2025Sono le 14,00 dell’11 dicembre 2009 quando Paolo Procopio, ...
11/12/2025

PAOLO PROCOPIO – CATANZARO
11 dicembre 2009 – 11 dicembre 2025
Sono le 14,00 dell’11 dicembre 2009 quando Paolo Procopio, agente motociclista 44enne della Polizia Locale di Catanzaro, a bordo della moto di servizio, rimane coinvolto in un incidente stradale andando a scontrarsi contro una Fiat Punto all’incrocio tra Viale Cassiodoro e Via Lucrezia della Valle. Nonostante l’arrivo praticamente immediato dei soccorsi, per lui non c’è purtroppo più nulla da fare, mentre altre tre persone vengono trasportate all’ospedale.
I funerali si svolgeranno tre giorni dopo, il 14 dicembre. La camera ardente viene allestita nella sala del Consiglio Comunale, nel settecentesco Palazzo De Nobili. Sono centinaia le persone che rendono omaggio a Paolo, mentre i colleghi fanno il picchetto d’onore. Era conosciuto a Catanzaro, non solo perché era “un esempio per le istituzioni, grazie alla disponibilità dimostrata nei confronti di tutti e al senso civico che ha sempre manifestato, anche nei piccoli gesti quotidiani” come ricordato dal Sindaco nell’orazione funebre, ma anche per essere stato un calciatore amato ed apprezzato, per aver militato in varie squadre cittadine e per stato convocato nella Nazionale della Polizia Locale d’Italia, come ricordato anche dall’Assessore con delega alla Polizia Locale, intervenuto a nome dell’intera Amministrazione Comunale.
Negli anni successivi vengono organizzati, spesso con finalità benefiche, Memorial e Tornei di calcio, dove giovani e meno giovani si sfidano sul campo in nome di Paolo, per ricordarlo ed onorarne la memoria.
Nel dicembre 2013, in occasione dell'inaugurazione di quello che è considerato il primo museo dedicato alla Polizia Locale in Italia, il Comando del Corpo di Catanzaro viene intitolato alla memoria di Giuseppe Rattà e Paolo Procopio; la cerimonia, molto sentita, si è svolta alla presenza dei familiari degli Agenti caduti. “Ritengo sia altamente simbolica e significativa l’intitolazione del Comando ai due eroi del Corpo, che suggella ancora di più il legame forte e lo spirito di servizio che anima gli Agenti che proteggono, è proprio il caso di dirlo, la Città di Catanzaro”, afferma il Sindaco nell’occasione, mentre il Comandante del Corpo aggiunge che “la memoria è sacra, e la sacralità della memoria vogliamo che sia anche nostra. Vogliamo ricordare i nostri caduti e vogliamo continuare nel percorso della memoria rivisitando le attività e l’immagine di chi ci ha preceduto”.
A settembre 2018, in una commovente cerimonia, è stato deposto un mazzo di fiori sul luogo dell’incidente, mentre il suono delle sirene dei mezzi della Polizia Locale si levava alto al cielo, unito al rombo delle moto convenute sul posto, quelle moto che Paolo tanto amava.
La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva.
Personaggi di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutta Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Catanzaro e per tutti noi.
ONORE A PAOLO PROCOPIO
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!
Il Fuori Coro

PIERLUIGI MARCHIONNESCHI - ROSIGNANO MARITTIMO (LI)28 novembre  2019              28 novembre 2025Il 28 novembre di sei ...
28/11/2025

PIERLUIGI MARCHIONNESCHI - ROSIGNANO MARITTIMO (LI)

28 novembre 2019 28 novembre 2025

Il 28 novembre di sei anni fa, alle ore 17 circa, subito dopo aver prestato servizio di viabilità nella zona dove è ricompreso un complesso scolastico cittadino, Pierluigi cadeva a terra colpito da grave malore, la dissecazione della aorta. A nulla sono valsi i tempestivi soccorsi prestatigli ed i sanitari di turno non hanno potuto che constatare il decesso di questo nostro sfortunato collega.

Pierluigi Marchionneschi, 63 anni, ha lasciato nel dolore e nella disperazione la moglie e due giovanissime figlie. Marito, padre e collega riconosciuto per le qualità morali e professionali, amato e benvoluto da tutti, lascia nel più totale sconcerto e dolore i famigliari, gli amici ed i colleghi tutti.

Ancora una volta il lavoro di poliziotto locale ha preteso una vittima. Una morte, quella di Pierluigi che pesa come un macigno e come un macigno va ad aggiungersi ai penosi ricordi di altri colleghi caduti durante il servizio e nell'adempimento del Dovere.
La tragicità di questa vicenda, però, non può non portarci a riflettere sul perché un operatore di Polizia Locale sia ancora, a 63 anni, a lavorare sulla strada, a fare servizi più consoni alla fisicità di qualche giovane agente, piuttosto che a quella di un veterano quale Pierluigi era.
Un lavoro usurante quello del poliziotto locale che, seppur non riconosciuto come tale, sicuramente è spesso causa di cedimento psicofisico che non di rado si risolve in problematiche serie od estreme.

La Polizia Locale di tutta Italia esprime con grande costernazione le più sentite condoglianze alla famiglia e ai colleghi di Pierluigi Marchionneschi per la sua prematura scomparsa. Siamo una grande famiglia ed esprimiamo con affetto la nostra vicinanza in questo momento di grande sconforto e sofferenza.
Riposa in pace dunque fratello, ti sia lieve la terra e ti conforti il pensiero che non sarai dimenticato.

UN ALTRO CADUTO CHE SI AGGIUNGE AD UNA GIÀ LUNGA LISTA! UN'ALTRA PROFONDA CICATRICE PER TUTTI NOI COLLEGHI CHE, SEBBENE LONTANI, CI STRINGIAMO FORTE ATTORNO A PIERLUIGI ED A TUTTI I SUOI CARI.

Un’altra morte che verrà, dai più, presto dimenticata, quasi che un Agente della Polizia Locale non avesse un volto o fosse invisibile. Noi del Fuori Coro non possiamo permettere e non permetteremo che la morte di Pierluigi Marchionneschi rimanga avvolta dal silenzio e dall’indifferenza di tutti coloro che preferiscono ritenere che i Caduti in servizio della Polizia Locale non siano meritevoli di essere onorati e ricordati. Per questo dobbiamo far conoscere a tutti coloro che vorranno prestarci orecchio chi era Pierluigi ed in che circostanze ha perso la vita, così come tanti altri nostri fratelli prima di lui. Fratelli che nessuno tranne noi , fratelli che teniamo sempre nel cuore e nel ricordo.

ONORE A PIERLUIGI, UN ALTRO FRATELLO DELLA POLIZIA LOCALE CADUTO IN SERVIZIO.

ONORE A TUTTI I CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE

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