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Rapporto Chartmetric 2024: 4.600 artisti nuovi. AL GIORNO.L’Italia tra i paesi a maggiore crescita. La frammentazione è ...
14/01/2025

Rapporto Chartmetric 2024: 4.600 artisti nuovi. AL GIORNO.
L’Italia tra i paesi a maggiore crescita. La frammentazione è un fattore.

“Chartmetric – A Year in Music”, l’analisi annuale che la piattaforma pubblica ogni gennaio, rivela numeri in forte crescita su scala globale sul fronte di quelli che possono essere definiti…

La startup indiana alza l’asticella e abbraccia le istanze dell’industria, leggi l'articolo sul blog di ANPAD
06/12/2024

La startup indiana alza l’asticella e abbraccia le istanze dell’industria, leggi l'articolo sul blog di ANPAD

La nuova partnership tra la startup Beatoven, specializzata in production music generata con AI, e l’azienda di licensing Musical AI, segna un passaggio interessante in questa fase concitata in cui l’…

SCF: Decisione storica sui diritti connessi per le opere create da AI
12/11/2024

SCF: Decisione storica sui diritti connessi per le opere create da AI

SCF, società leader nella gestione dei diritti connessi fonografici in Italia, annuncia una prima storica posizione ufficiale riguardo alle opere generate interamente dall’intelligenza artificiale: in…

Il bollino SIAE non sarà più obbligatorio per le copie fisiche dei contenuti audiovisivi, come CD, DVD e vinili. Persino...
31/10/2024

Il bollino SIAE non sarà più obbligatorio per le copie fisiche dei contenuti audiovisivi, come CD, DVD e vinili. Persino per SIAE, comunque, non era più necessario. Leggi l'articolo sul blog:

Il bollino SIAE non sarà più obbligatorio per le copie fisiche dei contenuti audiovisivi, come CD, DVD e vinili. Persino per SIAE, comunque, non era più necessario. Il bollino SIAE non è più…

Online i bandi a supporto della creatività e della promozione culturale dei giovani! Leggi l'articolo sul blog ANPAD:
18/09/2024

Online i bandi a supporto della creatività e della promozione culturale dei giovani! Leggi l'articolo sul blog ANPAD:

SOGNI, IDEE, ARTE, EMOZIONI Torna “Per Chi Crea”, il programma promosso dal Ministero della Cultura e gestito da SIAE che destina il 10% dei compensi per copia privata a supporto della creatività e la…

Ascoltatori radiofonici: una razza in via di estinzione?
27/08/2024

Ascoltatori radiofonici: una razza in via di estinzione?

Non più tardi di qualche settimana fa le radio italiane salutavano con grande entusiasmo i risultati dell’ultima rilevazione degli ascolti, relativa al primo semestre 2024, che sembravano indicare un…

Omdia: vendite musicali globali da $53,4 miliardi entro il 2028
23/07/2024

Omdia: vendite musicali globali da $53,4 miliardi entro il 2028

Tra i diversi rapporti che periodicamente predicono quanto denaro l’industria musicale guadagnerà nei prossimi anni, spicca quello recente di Omdia che, la scorsa settimana, ha pubblicato un forecast…

Riportiamo sul nostro sito il link al capitolato tecnico con le specifiche sui Corsi di Alta Formazione del Bando Formaz...
03/07/2024

Riportiamo sul nostro sito il link al capitolato tecnico con le specifiche sui Corsi di Alta Formazione del Bando Formazione 2023 del settore Audiovisivo.

Abbiamo pubblicato sul nostro sito internet il capitolato tecnico con le specifiche sui Corsi di Alta Formazione del Bando Formazione 2023 del settore Audiovisivo. A questa sezione del Bando possono…

INTELLIGENZA ARTIFICIALE , MAXI CAUSE DELLE MAJOR                                        A SUNO E UDIO   Le big three po...
25/06/2024

INTELLIGENZA ARTIFICIALE , MAXI CAUSE DELLE MAJOR A SUNO E UDIO

Le big three portano in tribunale i modelli di AI generativa per ‘violazione massiva di copyright

Promette di scrivere un nuovo capitolo nella storia dei rapporti tra società tecnologiche e industria della musica registrata la causa che la Recording Industry Association of America, associazione di categoria dei discografici statunitensi, tra coordinando contro Suno e Udio, considerati i due migliori modelli di intelligenza artificiale generativa musicale.

Nella giornata di oggi, lunedì 24 giugno, le tre società multinazionali leader del mercato - Universal Music, Sony Music e Warner Music - hanno depositato i documenti presso la corte distrettuale del Massachusetts e di New York (rispettivamente per i procedimenti legali nei confronti di Suno e Udio) accusando le due aziende di “violazione di massa di opere fonografiche protette da copyright”.

Il problema, in sostanza, è quello che l’industria discografica sta ripetendo (anche in Italia) da tempo, ovvero la mancanza di autorizzazione in fase di training dei modelli di AI generativa: Suno e Udio avrebbero utilizzato opere coperte da diritto d’autore per “addestrare” le proprie soluzioni di intelligenza artificiale non solo in assenza di accordi di licenza specifici, ma anche in violazione di scelte precise da parte delle aziende in merito, come - per esempio - l’opt-out annunciato da Sony Music urbi et orbi lo scorso 16 maggio.

“Le aziende di intelligenza artificiale, come tutte le altre imprese, devono rispettare le leggi che proteggono la creatività e l’ingegno umano”, si legge nei documenti depositati in tribunale delle querelanti: “Non c’è nulla che esoneri la tecnologia dell’intelligenza artificiale dalla legge sul copyright, o che esoneri le società di intelligenza artificiale dal rispettare le regole. (...) Quando le aziende che sviluppano servizi musicali di IA generativa rubano registrazioni audio protette da copyright, i risultati musicali sintetici di questi servizi potrebbero saturare il mercato con contenuti ‘sintetici’ che competeranno direttamente con quelli umani, sminuendo e, infine, soffocando le autentiche registrazioni audio su cui gli stessi modelli di AI sono stati basati”.

"La comunità musicale ha abbracciato l'intelligenza artificiale, e stiamo già collaborando con sviluppatori responsabili per costruire strumenti di intelligenza artificiale sostenibili incentrati sulla creatività umana che mettono al comando artisti e cantautori", ha aggiunto in una nota il presidente e AD della RIAA Mitch Glazier: “Possiamo avere successo solo se gli sviluppatori sono disposti a collaborare con noi. Servizi senza licenza come Suno e Udio che affermano che copiare il lavoro di una vita di un artista e sfruttarlo per il proprio profitto senza consenso o senza pagare rappresenti una forma di ‘fair use’, vanificano la promessa di un’intelligenza artificiale autenticamente innovativa per tutti noi”.

"Il 'fair use' si presenta solo come difesa nei confronti dell’assenza di una licenza”, prosegue la RIAA: “Se Suno e Udio non copiassero musica registrata, perché dovrebbero invocare questa difesa. Entrambe le società si sono rifiutate di dire la verità riguardo all’utilizzo di contenuti audio, sostenendo allo stesso tempo che se l'avessero fatto, si sarebbe trattato di fair use. Suno e Udio stanno tentando di nascondere la gravità della loro violazione piuttosto che basare i loro servizi su basi solide e legali".

Nei documenti depositati in tribunale la richiesta di risarcimento è di 150mila dollari per ogni opera oggetto di violazione: considerata la vastità dei cataloghi ascrivibili alle major, la richiesta complessiva potrebbe superare le decine di migliaia di miliardi.

Fondata nel 2023 da ex ricercatori di Google DeepMind e guidata da David Ding, Udio è stata supportata finanziariamente dalla società di venture capital Andreessen Horowitz e da artisti come Will.i.am e Common. Suno è stata fondata da Michael Shulman, Georg Kucsko, Martin Camacho e Keenan Freyberg, tutti ex dipendenti di Kensho, un’altra start-up di AI: la prima versione del modello è stata diffusa alla fine del 2023.
Fonte Music Biz

Musica registrata: il report 2024 di FIMI sul mercato italianoIMI ha pubblicato oggi un report sul mercato discografico ...
06/06/2024

Musica registrata: il report 2024 di FIMI sul mercato italiano

IMI ha pubblicato oggi un report sul mercato discografico italiano. Il documento sintetizza l’andamento del settore della musica registrata nel corso del 2023, unendo a dati già resi noti nei mesi scorsi - come, per esempio, le quote di mercato occupate dai diversi segmenti e le classifiche di brani e album più venduti - informazioni sui cambiamenti sperimentati dal settore discografico del nostro Paese negli ultimi anni, senza dimenticare di fare il punto sui rapporti con le istituzioni e sulle sfide che le innovazioni tecnologiche porranno all’intero comparto.

I numeri del mercato
Come già osservato, rispetto allo scorso anno il mercato italiano della musica registrata ha registrato complessivamente ricavi per 440 milioni di euro, crescendo del 18,8% su base annua attestandosi come terzo mercato più grande nell’Unione Europea. La quota di mercato ricoperta dallo streaming è pari al 65,3%: i supporti fisici occupano il 14%, con i diritti di pubblica esecuzione al 16,5% e le sincronizzazioni al 3,1%. Con entrate superiori a 191 milioni di euro, lo streaming audio in abbonamento si afferma come la principale fonte di ricavi dell’industria discografica italiana (54%): lo streaming audio supportato da pubblicità si ferma al 15%, il video streaming al 12%, mentre il formato vinile, che nel 2023 ha registrato una crescita del 24.3% su base annua, si attesta all’11%, quattro punti in più rispetto al CD (7%). Trascurabile, come da trend ormai consolidato, il download, che contribuisce al volume d’affari complessivo per appena l’1% del totale.

A partire dal 2017, il segmento dello streaming audio negli ultimi sette anni è cresciuto del 382%, passando dai circa 51 milioni agli attuali 246 milioni di euro: l’aumento dei ricavi è tale che nel 2023 il segmento streaming audio vale più dell’intero mercato discografico del 2013. Complessivamente, nel 2023 dalle diverse piattaforme operanti sul mercato italiano sono stati erogati 72 miliardi di stream (+15,9% su base annua): 41 miliardi si riferiscono ad account premium (+17%), 31 a sottoscrizioni free (+14,6%).

Nel 2023 il 71.4% degli ascolti prodotti su piattaforme di audio streaming in abbonamento riguardano brani di catalogo, ovvero opere presenti sul mercato da più di 52 settimane: l’1.5% del totale degli ascolti è stato generato dai primi dieci artisti presenti nella classifica annuale, con il 92% dei rimanenti ascolti ascrivibili agli artisti presenti nella Top 100. Nel 2011 le quote erano rispettivamente del 14% e 55%.

I generi preferiti, le modalità di discovery
Il pop si è rivelato il genere più ascoltato in Italia, con oltre il 50% delle preferenze, seguito dal pop italiano (oltre il 45%), il rock (sempre oltre il 45%), il cantautorato, la dance, il rap italiano, il rap internazionale (entrambi sotto il 25%), la musica classica, il jazz e il blues. La radio è il mezzo più utilizzato per la discovery dalla fascia di pubblico adulta (31%), mentre i giovani tra i 16 e i 19 anni preferiscono TikTok (39%) e scoprono nuova musica in misura due volte maggiore rispetto alla fascia 55-64 anni.

Il rapporto con le istituzioni
Dal 2018 al 2023 il Bonus Cultura ha generato 112 milioni di euro per il settore della musica registrata: definito da FIMI “una misura fondamentale che ha incentivato i consumi negli ultimi anni portando molti giovanissimi ad avvicinarsi alla musica in tutte le sue diverse forme, alimentando un circuito virtuoso che ha sostenuto la produzione e la creatività italiana”, a partire dal 2024 è stato sostituito dalla Carta Cultura e dalla Carta del Merito, “che prevedono vincoli più rigidi per l’ottenimento, come il limite ISEE e il raggiungimento del voto 100 o 100 e lode all’esame di maturità”.

Grande importanza ha avuto anche il tax credit, credito d’imposta che consente ai produttori di fonogrammi di scontare a livello fiscale il 30% degli investimenti sostenuti per un massimo di 75.000 euro a opera e di 2 milioni di euro ad azienda nel triennio: negli ultimi dieci anni 729 opere discografiche (138 prodotte da major, 591 da indipendenti) hanno beneficiato del Tax Credit musica per un totale di circa 12 milioni di euro (5,7 dei quali riconosciuti a major, con i restanti 6,2 erogati a favore delle indipendenti”. “Questa misura istituzionale - ha commentato FIMI - si è rivelata fondamentale per l’industria musicale confermandosi un volano per gli investimenti delle case discografiche major e indipendenti nello sviluppo di nuovi talenti, con un ottimo riscontro sull’intera economia del settore.

L’export
Nel 2023 è cresciuto il mercato della musica italiana all’estero, con i ricavi da royalties aumentati del 20% rispetto al 2022 oltre i 26 milioni di euro: a partire dal 2019 i ricavi generati dalle opere italiane sui mercati stranieri sono aumentati di circa 15 milioni di euro, per incremento del 130%.

Altri dati
Nel 2023 l'80% degli album della Top 100 annuale appartengono ad artisti italiani. Nella top 20 del 2023 sono presenti 7 artiste, tre in più di quelle registrate nel 2022: nella Top 30 la presenza femminile si amplia a 12 posizione, pari al 40% del totale - il dato più alto, quest’ultimo, registrato negli ultimi 10 anni. Lo scorso anno sono stati 1181 i titoli che hanno ricevuto una certificazione: 1019 singoli, 160 album e due compilation.

Guardando al futuro
Per FIMI, come per la quasi totalità delle rappresentazione che hanno dato la propria adesione alla Human Artistry CampAIgn, il tema forte del 2024 riguarda senz’altro l’intelligenza artificiale. “I sistemi di AI generativa rappresentano una potenziale rivoluzione per il settore e una decisa opportunità, così come tutte le tecnologie che hanno trasformato l’industria musicale”, commenta la Federazione Industria Musicale Italiana: “Le nuove frontiere presentano però sfide altrettanto grandi, come la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, poiché la trasparenza e l’affidabilità sono i cardini di una nuova rivoluzione che accompagnerà il futuro delle opere creative. L’industria discografica guarda all’intelligenza artificiale come un ausilio importante, ma che necessita di regolamentazioni efficaci”.

Perché, anche in relazione alle politiche di opt-out espresse da importanti player globali come Sony Music, per FIMI “la musica ha sempre avuto un profondo valore culturale ed economico e le politiche pubbliche devono garantire che questo valore sia pienamente riconosciuto e protetto nel mercato. Questo significa che chiunque desideri utilizzare musica protetta da copyright sulla propria piattaforma o come parte del proprio servizio deve ottenere il permesso dal titolare dei diritti prima di poterla utilizzare. Il venir meno di questa struttura di incentivi consolidata da lungo tempo causerebbe danni significativi”.

Le conclusioni (e un messaggio alla politica)
“Il mercato musicale di oggi è altamente competitivo e gli artisti hanno più scelta che mai su come creare e distribuire la loro musica ai fan di tutto il mondo”, osserva FIMI in chiusura della relazione: “Gli artisti che scelgono di collaborare con una casa discografica lo fanno per beneficiare delle risorse, dell'esperienza e dell'expertise della label, oltre che per sfruttare il loro input creativo, le reti globali, le capacità analitiche e di marketing. Attraverso queste collaborazioni, gli artisti sviluppano nuove opportunità creative e commerciali che possono portare a ulteriori successi”. “L'ambiente sempre più competitivo ha portato benefici diretti per gli artisti”, precisa il rapporto: “Uno studio di IFPI mostra che i pagamenti delle case discografiche ai loro artisti sono aumentati del 96% tra il 2016 e il 2021. I responsabili delle politiche dovrebbero supportare un mercato competitivo in cui gli artisti e i loro partner commerciali siano liberi di sviluppare nuove collaborazioni che consentano loro di aumentare le entrate dalle fonti esistenti e generare entrate da nuove fonti a beneficio di tutte le parti”.
fonte MusicBiz

Perché gli editori americani sono sul piede di guerra con SpotifyLa NMPA accusa il DSP di giocare al ribasso aggrappando...
02/05/2024

Perché gli editori americani sono sul piede di guerra con Spotify

La NMPA accusa il DSP di giocare al ribasso aggrappandosi a un cavillo. E si prepara alla battaglia
All'inizio di questo mese, Spotify ha annunciato che avrebbe cambiato il modo in cui calcola i pagamenti dei diritti meccanici per autori e editori musicali negli Stati Uniti in seguito alla ricategorizzazione dei suoi livelli di abbonamento Premium: i nuovi 'pacchetti', offrendo ora accesso a musica più audiolibri, dovrebbero avere diritto a una tariffa meccanica inferiore (rispetto ai servizi di abbonamento musicale standard).

L’obiettivo non velato del DSP è riuscire a pagare agli autori una tariffa meccanica inferiore rispetto a quanto farebbe se tali livelli Premium fossero classificati come servizi musicali puri.

L'idea che i servizi "confezionati" dovrebbero avere diritto a una tariffa meccanica inferiore è stata sancita nell'accordo “CRB IV'” (dove CRB sta per Copyright Royalty Board): firmato nel 2022 tra editori e Spotify negli Stati Uniti e riferito al periodo 2023-2027, consentirebbe di utilizzare la riclassificazione dei 'pacchetti' con il risultato di ridurre la percentuale del fatturato del DSP che, per legge, deve pagare agli autori e agli editori nel suo mercato più importante.

Ma la NMPA – National Music Publishers Association - starebbe valutando un'azione legale contro Spotify che mirerebbe a annullare la nuova tariffa meccanica ribassata basata sul "pacchetto".

Non è la prima volta che Spotify e gli autori si scontrano, naturalmente, ma in un’intervista concessa a Tim Ingham di MBW il capo dell’associazione degli editori musicali americani non ha usato mezzi termini, accusando Spotify, fin dal suo lancio negli Stati Uniti tredici anni fa, di trattare costantemente come “servi” gli autori, ossia proprio coloro che ne rendono possibile il business. David Israelite rimarca che questo tentativo del DSP di riclassificare il suo servizio secondo la legge degli Stati Uniti, che comporterebbe una deduzione massiccia in ciò che paga agli autori, è da ritenersi per la NMPA legalmente impugnabile.

Negli Stati Uniti gli editori musicali e gli autori concedono in licenza le proprie opere diversamente dalle etichette discografiche, che operano in un mercato libero e negoziano i dettagli di ogni loro singolo contratto con ogni diverso abbonamento offerto dalle piattaforme. I primi, invece, sottostanno a una licenza obbligatoria (“blanket licence”) che, ogni cinque anni, tre giudici componenti il CRB negli Stati Uniti decidono in base a una struttura tariffaria che resta in vigore per cinque anni.

Israelite afferma che nel più recente accordo la logica dei pacchetti è stata mal digerita dalla NMPA fin dall’inizio.

Per la cronaca, lo scorso novembre Spotify ha iniziato a regalare audiolibri come parte del servizio di abbonamento alla musica, pur senza che il cliente lo richiedesse, con un limite di 15 ore massime di ascolto per la funzionalità-audiolibro. Il 1° marzo, poi, è stato lanciato un abbonamento ad hoc per gli audiolibri a $ 9,99 al mese, affiancato a un’opzione da $ 10,99 per l'attuale Spotify 'Premium' con inclusi gli audiolibri: questo è il razionale in base al quale Spotify sta ora sostenendo che il suo nuovo abbonamento Premium musicale si qualifica come un "pacchetto" e, dunque, deve essere remunerato agli aventi diritto con tariffe diverse, con tagli drastici per gli autori.

La NMPA contesta il fatto che, così facendo, gli autori sono costretti ad accorpare le loro canzoni sottostando a una struttura tariffaria preimpostata, e non negoziata ad hoc; eccepisce, inoltre, che su Spotify ad oggi non esiste un'opzione di abbonamento esclusivamente musicale che non includa gli audiolibri di default. Teoricamente, applicando il meccanismo all’estremo, se Spotify decidesse di regalare il suo abbonamento alla musica gratuitamente autori ed editori – che sono remunerati in base a una percentuale sul fatturato – verrebbero pagati zero.

Resta da capire se Israelite e i suoi mandanti, nel combattere questo episodio, arriveranno a contestare legalmente anche la struttura impostata dal governo degli Stati Uniti, che è stata loro imposta.

03/04/2024

A.R.A E OLTRE 200 ARTISTI CHIEDONO UN USO RESPONSABILE DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

TRA I FIRMATARI:
Stevie Wonder, Robert Smith, Jon Bon Jovi, Katy Perry, Billie Eilish e Nicki Minaj

"Non fraintendeteci: crediamo che, se usata in modo responsabile, l'AI abbia un enorme potenziale per far progredire la creatività umana e per consentire lo sviluppo e la crescita di nuove ed entusiasmanti esperienze per gli appassionati di musica di tutto il mondo".

Inizia così la lettera sottoscritta dall’organizzazione statunitense Artist Rights Alliance (ARA) e oltre 200 artisti - tra cui Billie Eilish, J Balvin, Nicki Minaj, Stevie Wonder, Camila Cabello, Katy Perry, Kim Petras, Pearl Jam, Ayra Starr, Chuck D, Elvis Costello, Imagine Dragons, Jon Bon Jovi, Robert Smith dei Cure, Ryan Tedder, Sheryl Crow, Sam Smith, Smokey Robinson, Miranda Lambert, The Last Dinner Party e le famiglie di Frank Sinatra e Bob Marley - rivolta alle società operanti nel settore dell'IA per sollevare l'attenzione sui sistemi e il loro potenziale impatto sulla musica, sia positivo che negativo.

Tra le preoccupazioni vi è il modus operandi di "alcune delle aziende più grandi e potenti" nel settore dell'IA che, "senza autorizzazione, utilizzano il nostro lavoro per addestrare i musicisti".

A tal proposito, la lettera continua: "Purtroppo, alcune piattaforme e sviluppatori utilizzano l'IA per sabotare la creatività e minare gli artisti, gli autori, i musicisti e i titolari di diritti. Se utilizzata in modo irresponsabile, l'intelligenza artificiale rappresenta una grande minaccia per la nostra privacy, le nostre identità, la nostra musica e i nostri mezzi di sostentamento".

I firmatari chiedono tutele contro "l'uso predatorio dell'IA per rubare le voci e le sembianze degli artisti professionisti, violare i diritti dei creatori e distruggere l'ecosistema musicale", spiegando: "Se non controllata, l'IA metterà in atto una corsa verso il basso che svaluterà il valore del nostro lavoro e ci impedirà di essere equamente compensati per esso".

La soluzione proposta agli "sviluppatori di IA, alle aziende tecnologiche, alle piattaforme e ai servizi di musica digitale" è di "impegnarsi a non sviluppare o distribuire tecnologie, contenuti o strumenti di generazione musicale di IA che compromettano o sostituiscano l'arte umana di autori e artisti o che ci neghino un giusto compenso per il nostro lavoro".

La direttrice esecutiva dell'ARA, Jen Jacobsen, ha dichiarato: "I musicisti professionisti stanno già lottando per arrivare a fine mese nel mondo dello streaming, e ora hanno il peso aggiuntivo di cercare di competere con un diluvio di rumore generato dall'intelligenza artificiale. L'uso non etico dell'IA generativa per sostituire gli artisti umani svaluterà l'intero ecosistema musicale, sia per gli artisti che per i fan".
fonte MusicBiz

Associazione Nazionale Produttori Autori Deejay

19/03/2024

LA GERMANIA E L'UNESCO INSERISCONO LA MUSICA TECHNO NELLA LISTA DEI PATRIMONI IMMATERIALI DEL PAESE

Sviluppatasi nella Germania Est prima della caduta del Muro, la scena berlinese dei locali notturni e della musica elettronica viene riconosciuta per il contributo offerto all'identità culturale della capitale tedesca
Il Ministero della Cultura tedesco e la Commissione dell'Unesco hanno inserito la scena techno berlinese nell'elenco del patrimonio culturale immateriale del Paese, in riconoscimento del contributo all'identità culturale della città. Ovviamente, non si può non pensare al Berghain, quale simbolo dei locali in cui la musica elettronica si è sviluppata ed è diventata famosa, anche al di fuori dei confini tedeschi. Lo riporta il Guardian.

Il contesto socioculturale, ma anche storico, in cui si sviluppa la scena musicale techno berlinese coincide con la vigilia della caduta del Muro e poi con la fase immediatamente successiva, quando la parte occidentale della capitale tedesca era diventata e poi si era consolidata come luogo di rifugio per un gran numero di culture alternative e “diverse”, soprattutto il punk ma anche la hippie, i freaks, i rasta. Oltretutto, se prima si cercava di fuggire dall’Est comunista, povero e privo di libertà (anche per evitare la leva obbligatoria), negli anni Novanta l’attrazione per luoghi “altri” rispetto al quotidiano segue un flusso opposto, da Ovest a Est, nei quartieri più poveri, dove centri sociali, locali, club e altri punti di ritrovo per giovani e studenti (ma non solo) diventano poli attrattivi d’eccellenza per la musica techno.

La Club commission di Berlino, una rete di club e musicisti techno berlinesi, ha descritto la decisione come “un'altra pietra miliare per i produttori techno berlinesi, gli artisti, i gestori di club e gli organizzatori di eventi”. Lutz Leichsenring, membro esecutivo del consiglio di amministrazione della Club commission, ha dichiarato all'emittente tedesca Dw: “La decisione ci aiuterà a garantire che la cultura dei club sia riconosciuta come un settore prezioso e meritevole di protezione e sostegno”.

Da oltre un decennio, è in corso una campagna per l'inserimento della cultura e della musica techno nell'elenco tedesco, guidata da Rave the Planet, un'associazione no-profit che sostiene la cultura della musica elettronica.

Associazione Nazionale Produttori Autori Deejay

08/03/2024

STREAMING, NEL 2023 ACCELERA LA CRESCITA DEGLI ABBONAMENTI

La società di ricerche di mercato Midia Research ha pubblicato un questi giorni un nuovo studio - aggiornato al terzo trimestre dello scorso anno - relativo al mercato dello streaming: il report, firmato da Mark Mulligan, indica in 713,4 milioni gli iscritti su scala globale alle piattaforme di musica digitale, 90 milioni in più rispetto ai 623,4 milioni registrati un anno prima. Il dato è superiore di 6,5 milioni di unità rispetto allo stesso segnato 12 mesi prima.
“Siamo già a quasi tre quarti del percorso per raggiungere il miliardo di abbonati a DSP a livello globale. Non è un risultato da poco”, osserva Mulligan: “Per fare un esempio, appena cinque anni fa avevamo appena superato la soglia dei 250 milioni di abbonati”.
Riguardo le quote di mercato, Spotify resta sempre il principale player sul mercato mondiale con un ottimo margine di vantaggio sugli inseguitori, Tencent Music e Apple Music. Ecco, di seguito, l’elenco dei DSP con le percentuali di market share e il numero di abbonati:
Spotify: 31,7% (226 mlm)
Tencent Music: 14,4% (102,7 mln)
Apple Music: 12,6% (89,8 mln)
Amazon Music: 11,1% (78,9 mln)
YouTube Music: 9,7% (69,1 mln)
NetEase: 6,1% (43,7 mln)
Yandex: 3,4% (25,5 mln)
Deezer: 1,3% (9,3 mln)
altri: 9,7% (69,3 mln)
“C’è un problema nel considerare il mercato globale”, spiega tuttavia Mulligan: “Sempre più spesso non si tratta più di un mercato realmente globale, ma piuttosto di una delle due metà: l’Occidente e il Sud del mondo, con ciascuna regione che genera parametri e tassi di crescita drammaticamente diversi”.
“I territori dei mercati emergenti sono stati centrali in questa crescita, ma è stata Spotify - in Nord America ed Europa - la locomotiva che ha spinto la maggior parte - il 59% - della crescita dei suoi abbonati. Allargando il quadro al contesto globale, il Nord America e l’Europa hanno generato appena il 29% della crescita degli abbonati, con l’Asia e la zona del Pacifico a rappresentare quasi i due terzi di tutta la crescita degli abbonati non ‘occidentali’”.
Per esempio, con 102,7 milioni di abbonati nel terzo trimestre del 2023 Tencent Music rappresenta il 14,4% di tutti gli abbonamenti globali, pur operando praticamente sul solo mercato cinese, così come NetEase Cloud Music, che occupa una quota di mercato del 6,1%. Stesso discorso può essere fatto per Yandex, che - sul solo mercato russo - ha accumulato più di 24 milioni di iscritti, con una market share globale del 3,4%. Performance, queste, registrate senza una reale concorrenza, perché i principali player occidentali - salvo rare eccezioni - sui mercati cinese e russo non operano. “Questa è la nuova natura biforcuta del mercato globale degli abbonati alla musica”, osserva Mulligan: “Le quattro principali piattaforme occidentali - Spotify, Apple Music, Amazon Music e YouTube Music - rappresentano il 65% del mercato globale, ma solo il 59% della crescita nel 2023. I DSP occidentali sono ancora il fulcro del mercato, ma collettivamente stanno perdendo quote. E anche considerando solo i big four, c’è un quadro divergente, con YouTube Music e Spotify che guadagnano quote nel 2023 mentre Amazon e Apple ne perdono. Tra il terzo trimestre del 2022 e il terzo trimestre del 2023, Spotify è cresciuta in termini di abbonati di tutti gli altri tre principali DSP occidentali messi insieme”.
“Il 2023 è stato un anno fortemente positivo per gli abbonamenti musicali, registrando una crescita maggiore di quanto forse ci si aspettasse in circostanze macroeconomiche e geopolitiche così difficili”, conclude il report: “Anche il Nord America e l’Europa sono cresciuti leggermente più velocemente nel 2023, rispetto al 2022. Ma, per quanto encomiabile sia continuare e rincorrere la crescita in mercati già maturi, l’inevitabile cambiamento di paradigma è l’emergere del Sud del mondo come motore di crescita della base di abbonati musicali di domani”.
FONTE ROCKOL

Associazione Nazionale Produttori Autori Deejay

Sanremo 2024: cosa è successo agli Stati Generali della MusicaAgli Stati Generali della Musica nasce il Tavolo permanent...
13/02/2024

Sanremo 2024: cosa è successo agli Stati Generali della Musica
Agli Stati Generali della Musica nasce il Tavolo permanente dell'Industria Musicale
lla Casa della Musica nel pomeriggio di venerdì 9 febbraio si è svolto il convegno Stati Generali della Musica.

L’incontro, moderato dalla giornalista Marta Cagnola di Radio 24, ha visto come protagonisti il Sottosegretario alla Cultura, On. Gianmarco Mazzi, il Presidente Siae Salvatore Nastasi e i Presidenti delle maggiori associazioni dell’industria musicale Italiana. Nel corso della riunione sono stati presentati alcuni punti ritenuti essenziali per garantire sviluppo e crescita sostenibile all’intero settore.

“Il comparto Musica deve mostrarsi sempre cosi unito come in occasione degli Stati Generali", ha dichiarato il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi: "Io vengo da questo mondo e ne conosco problematiche, richieste e potenzialità. Sto raccogliendo le istanze di tutte le associazioni affinché il nuovo Codice dello Spettacolo sia un documento comune e in grado di soddisfare tutte le anime che compongono il mondo della Musica in Italia. Il mio cronoprogramma prevede la condivisione della legge con i soggetti interessati entro la fine di marzo, in modo da arrivare senza intoppi burocratici al 18 agosto per una certa approvazione da parte del Consiglio dei Ministri”.

“I dati di crescita dell’industria musicale italiana dimostrano una maggiore consapevolezza dell’importanza di questo settore e una maggiore capacità di dialogo e di collaborazione tra tutti gli attori della filiera", ha dichiarato il Presidente di Siae Salvatore Nastasi: "Ne sono prova eventi come questi Stati Generali della Musica, diventato un appuntamento fisso dedicato all’industria musicale. C’è piena condivisione con il Sottosegretario Mazzi sull’urgenza di intervenire sui temi presentati, come ad esempio l’adeguamento delle tariffe per la copia privata”.

Nel corso del panel stata annunciata la nascita del nuovo Tavolo Permanente dell'Industria Musicale Italiana, che vede riunite le associazione dell’editoria musicale: Anem , Emusa e Fem; quelle della discografia: AFI, Audiocoop, FIMI e PMI, quelle della musica live: AssoConcerti e Assomusica e le organizzazioni di gestione collettiva dei diritti: Nuovo Imaie e SIAE.

Il Presidente della Federazione Editori Musicali Paolo Franchini ha dichiarato: “FEM ha promosso l’idea di un tavolo permanente dell’industria, un progetto ancora da costruire, ma a cui hanno aderito subito con grande entusiasmo tutte le principali associazioni di categoria , a dimostrazione di un settore sempre più unito e sempre più capace di fare sistema. Il nostro impegno comune è sostenere la crescita della musica italiana e tutelare gli autori, gli artisti e tutti i lavoratori del nostro settore”.

Il documento presentato dalle associazioni spiega:

Anche quest’anno il Festival di Sanremo non rappresenta solo un grande evento popolare e mediatico, ma anche e soprattutto un riflettore acceso su tutta l’industria musicale italiana, un settore che nel suo complesso occupa quasi 70 mila addetti, genera un fatturato di circa 5 miliardi di euro e rappresenta un fiore all’occhiello dell’intera produzione culturale del nostro Paese. Autori, artisti, editori musicali, case discografiche, manager, organizzatori di concerti, società di gestione dei diritti, insieme consentono a milioni di appassionati l’accesso alla loro musica preferita, la scoperta di nuovi talenti, il coinvolgimento e l’emozione di ascoltare un nuovo brano o assistere ad un concerto.

I dati di crescita dell’industria musicale italiana dimostrano una maggiore consapevolezza dell’importanza di questo settore e una maggiore capacità di dialogo e di collaborazione tra tutti gli attori della filiera. Ne sono prova eventi come la Milano Music Week, ormai

arrivata alla settima edizione, o l’incontro odierno sugli Stati Generali della Musica, diventato un appuntamento fisso dedicato all’industria musicale. Tutti i dati indicano che il sistema musica italiano può continuare a crescere, garantendo un’offerta sempre più ampia di musica di qualità e un incremento dell’occupazione in un ambito sempre più innovativo e tecnologico. Ma per sostenere la crescita riteniamo siano necessari interventi strutturali in grado di garantire tutela della creatività e difesa degli investimenti. In particolare:

COPIA PRIVATA

SI CHIEDE UN ADEGUAMENTO DELLE TARIFFE DI ALMENO IL 15% ALLA LUCE DELL’AUMENTO ISTAT REGISTRATO NEGLI ULTIMI ANNI E DEL SEMPRE CRESCENTE UTILIZZO DELLE MEMORIE UTILIZZATE PER ARCHIVIARE CONTENUTI CULTURALI.

TAX CREDIT

È NECESSARIO CHE QUESTO STRUMENTO, DIVENTATO FONDAMENTALE PER L’INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA E QUELLA DISCOGRAFICA SIA ESTESO ANCHE ALL’EDITORIA MUSICALE E AL SETTORE MUSICA DAL VIVO.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PUÒ E DEVE RAPPRESENTARE UN’OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO PER LA COMUNITÀ CREATIVA. SI TRATTA PERÒ DI SOSTENERE REGOLE CERTE DI TRASPARENZA E DI TUTELA DEL DIRITTO D’AUTORE, COMINCIANDO DALL’APPLICAZIONE DEL AI ACT EUROPEO E SVILUPPANDO A LIVELLO LOCALE MECCANISMI DI CONTROLLO E DI GOVERNANCE DI UN MEZZO COSÌ NUOVO E CONTROVERSO.

INTERNAZIONALIZZAZIONE

LA MUSICA ITALIANA RAPPRESENTA UNO DEI REPERTORI PIÙ APPREZZATI NEL MONDO, SIA PER QUANTO RIGUARDA LA MUSICA CLASSICA E LIRICA CHE PER LA MUSICA POP E ROCK CONTEMPORANEA. PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI E FISCALI IN GRADO DI AGEVOLARE E INCREMENTARE L’INTERNAZIONALIZZAZIONE NEL QUADRO PIÙ GENERALE DELLA VALORIZZAZIONE DEL MADE IN ITALY, GARANTIREBBERO UNA ESPONENZIALE CRESCITA IN UN MERCATO SEMPRE PIÙ GLOBALE.

SEMPLIFICAZIONE

LA TUTELA DEI DIRITTI ECONOMICI DI AUTORI, ARTISTI, PRODUTTORI, EDITORI, ECC. È SEMPRE PIÙ IMPORTANTE E SOFISTICATA. IN QUESTO SCENARIO È CENTRALE IL RUOLO DELLE ORGANIZZAZIONE DI GESTIONE COLLETTIVA. È NECESSARIA UNA COSTANTE RIFLESSIONE SU COME SEMPLIFICARE E RENDERE SEMPRE PIÙ EFFICIENTE LA PROCEDURA DELLA FISSAZIONE DEL COMPENSO E DEL PAGAMENTO DEI DIRITTI. E CIO’A BENEFICIO SIA DEGLI AVENTI DIRITTO CHE DEGLI UTILIZZATORI.

CODICE SPETTACOLO

SI RITIENE ESSENZIALE CHE IL NUOVO CODICE SPETTACOLO ATTUALMENTE IN FASE DI DEFINIZIONE, SIA APPROVATO ENTRO LA DATA PREVISTA DEL 18 AGOSTO.

INDUSTRIA MUSICALE E ISTITUZIONI

IL RAPPORTO TRA INDUSTRIA MUSICALE E ISTITUZIONI E, IN PARTICOLARE, IL RAPPORTO CON IL MINISTERO DEI BENI CULTURALI, RAPPRESENTA UN MOMENTO FONDAMENTALE DI DIALOGO E DI CONFRONTO PER GARANTIRE PROSPERITÀ AL NOSTRO SETTORE. PER QUESTO MOTIVO, AL FINE DI RENDERE IL DIALOGO SEMPRE PIÙ EFFICIENTE E COSTRUTTIVO, I FIRMATARI DI QUESTO DOCUMENTO ANNUNCIANO LA NASCITA DEL: TAVOLO PERMANENTE DELL’INDUSTRIA MUSICALE ITALIANA.

SIAMO CERTI CHE QUESTA INIZIATIVA RENDERÀ PIÙ FORTE E COMPATTO L’INTERO SETTORE CON LA SPERANZA CHE SIA ACCOLTA POSITIVAMENTE E CONTRIBUISCA AD UN SALTO DI QUALITÀ NELLA VALORIZZAZIONE DEL SISTEMA MUSICA ALL’INTERNO DELLE DIVISIONI DEL MINISTERO DELLA CULTURA.

Indirizzo

Roma
00195

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