23/05/2017
Ostia porto dell’Impero. Ma anche Ostia "dove la licenza impera". Ostia incrocio di civiltà, luogo di operosa e frenetica attività marinara e commerciale; ma anche Ostia malfamato ritrovo e ricovero di sbandati, ladri e truffatori, pr******te. Una “fotografia” di questa Ostia dalle famose bettole - e dagli immancabili bordelli di cui gli scavi non hanno, ad oggi, riportato testimonianza - compare nella Satira VIII di Giovenale.
Il celebre poeta e retore romano (Aquino, tra il 50 e il 60 – Roma, dopo il 127) rivolgendosi all’imperatore Nerone con l’ironico appellativo di “Cesare”, gli suggerisce di mandare a cercare il messaggero Laterano tra le sordide osterie e taverne di Ostia.
“Mitte Ostia, Caesar, mitte, sed in magna legatum quaere popina: inuenies aliquo cm percussore iacentem, permixtum nautis et furibus ac fugitiuis, inter carnifices et fabros sandapilarum et resupinati cessantia tympana galli. Aequa ibi libertas, communia pocula, lectus non alius cuiquam, nec mensa remotior ulli. Quid facias talem sortitus, Pontice, seruum? Nempe in Lucanos aut Tusca ergastula mittas...”.
“Mandalo ad Ostia, ad Ostia, Cesare; ma il tuo legato cercalo in saloni d'osterie: lo troverai sdraiato con qualche tagliagole, in mezzo a marinai, ladri e schiavi fuggiaschi, fra boia, falegnami di casse da morto e tamburi abbandonati di qualche sacerdote di Cibele che giace ubriaco con la pancia all'aria. Qui la licenza impera: coppe in comune, stesso letto, mensa alla portata di tutti. Che faresti, Pòntico, se ti capitasse un servo simile? Lo invieresti, credo, tra i Lucani o in qualche ergastolo d'Etruria…”.
L’identificazione in Laterano di un console di età neroniana citato da Tacito, Plozio Laterano, è controversa, benché il dato cronologico sembri attagliare bene alla descrizione di Giovenale. Affatto controversa, invece, è l’attendibilità della efficace descrizione del mondo multietnico e multiculturale romano della città portuale di Ostia. L’ampio e dettagliato exemplum della brulicante umanità di Ostia, tra viandanti e pellegrini, marinai e commercianti, ambulanti e carrettieri, soldati e criminali, fuggitivi, giocatori d’azzardo e pr******te. La popina dove Giovenale invita a cercare Laterano è una tipologia di taverna dove oltre al vino si trovavano bevande e cibi pronti, cui occasionalmente erano annesse camere per l'esercizio della prostituzione.
Il più famoso di questi locali ad Ostia è il cosiddetto thermopolium di via di Diana - in realtà proprio una popina - situato in pieno centro cittadino, vicinissimo al Foro. Al suo interno è possibile ammirarne tutti gli arredi tipici: il bancone in muratura, il dolio interrato per la conservazione di olio e vino. Questi locali erano attrezzati con tavoli e panche in legno. Un utilizzo analogo doveva avere anche la Caupona di Alexander, presso Porta Marina.
Nell'immagine: Thomas Couture (1815-1879) "I Romani della decadenza" 1847. Parigi, museo d'Orsay. Couture stesso cita, nel libretto del Salon del 1847 dove il quadro è esposto, due versi del poeta romano Giovenale: "Più crudele della guerra, il vizio si è abbattuto su Roma e vendica l'universo sconfitto". Al centro del grande olio su tela (472 x 772 cm) Couture ha collocato un affollato banchetto in cui dominano l'ubriachezza e la lascivia.