07/01/2026
Bollettino Poetico:
📍[Scade oggi] Hai scritto una poesia?
Buongiorno 🙂
l’altro giorno mi sono fatto una domanda che, a dire la verità, non mi ero mai posto così chiaramente.
Quanto tempo, in media, dedico davvero alla scrittura?
Non “quanto vorrei”. Non “quanto sarebbe bello”.
Quanto faccio davvero.
E insieme a questa domanda ne è arrivata subito un’altra, ancora più concreta: qual è la mia deadline?
Perché scrivere è una cosa strana.
Non puoi farlo 24 ore su 24.
Anzi, se ci provi, a un certo punto senti che non stai più scrivendo stai solo consumando energia.
E allora mi sono chiesto: qual è il mio massimo?
Quante ore posso reggere prima che la batteria della creatività inizi a scaricarsi?
Mi sono accorto che è un equilibrio delicato.
Ci sono giorni in cui ti senti pieno, lucido, quasi leggero.
E altri in cui invece ti siedi, apri un file, prendi una penna e niente.
Non è che non ho pensieri, è che non riesco a farli uscire.
E lì mi sono detto una frase semplice: scrivere è uno sport.
Quando cominci e ti alleni ogni giorno la mente si abitua, si scalda, il gesto diventa quasi naturale.
Ma bastano una o due settimane di stop e ricominciare sembra più faticoso. Come se dovessi ripartire da zero.
E forse è proprio lì che nasce quel famoso “blocco” che tanti temono.
Esistono tanti metodi per superarlo io ho i miei tre:
👉 Il primo è il più semplice: scrivere senza fermarsi.
Metti un timer di cinque o sette minuti e butti giù qualsiasi cosa. Anche se viene br**ta, anche se non è poesia. Il senso non è fare un capolavoro. È rimettere in moto la mano. Perché spesso il blocco non è mancanza di talento, è solo il perfezionismo che ti tiene immobile.
👉 Il secondo è ridurre tutto a un gesto minuscolo.
Non dire “oggi devo scrivere una poesia”. Di' “oggi scrivo quattro righe”, oppure “oggi scrivo solo immagini”, oppure “oggi trovo un titolo”. La mente si irrigidisce davanti a un compito enorme, ma parte davanti a un passo piccolo. E i testi, quasi sempre, nascono così: da una cosa piccola che non sembra ancora niente.
👉 Il terzo è muoversi e lasciare che la testa faccia ordine. Una camminata, una doccia, un’azione semplice. Non per distrarsi, ma per dare spazio. Perché tante idee arrivano quando smetti di stringere e lasci che i pensieri si sistemino da soli.
Mi piace ricordarlo perché ci fa sentire meno soli, anche i poeti che immaginiamo “sempre ispirati” ci sono passati.
Ted Hughes, dopo la morte di Sylvia Plath, restò in silenzio per anni. Non perché non fosse più poeta, ma perché a volte la vita ti chiude la voce.
Quando tornò, non tornò con un colpo di scena: tornò rimettendo le mani nel gesto, poco alla volta, ripartendo da frammenti e appunti, senza pretendere subito la versione perfetta. È questo che secondo me ci insegna: il blocco non si vince con la forza. Si attraversa con un gesto piccolo, ripetuto. "Il grande arriva quando non smetti dal piccolo."
Oggi voglio farti fare un gioco.
Un gioco semplice che ho chiamato il gioco delle 3 righe.
Prendi un foglio (o anche solo le note del telefono) e scrivi tre righe.
Scrivi una frase che oggi ti rappresenta.
Anche una frase secca. Anche imperfetta. Una frase che diresti solo tu.
Esempio: “Sto ricominciando da una cosa piccola.”
Scrivi un’immagine che hai visto negli ultimi giorni.
Una cosa piccola: una luce sul muro, un gesto, una finestra, una strada. Non deve essere “bella”. Deve essere vera.
Esempio: "La moka che canta al buio del mattino".
Scrivi una promessa minuscola. Non un proposito enorme. Una cosa piccola, possibile.
Tipo: “non mi lascio più indietro”.
Esempio: “Mi concedo di essere sbagliato.”
Fatto? Ora rileggile insieme.
E guarda cosa succede: in tre righe hai un inizio, una storia da cui partire e oggi quella storia può fare un passo vero.
Perché oggi è l’ultimo giorno per partecipare al prossimo Salone del Libro di Torino previsto dal 14 al 18 maggio.
La seconda fiera letteraria più importante d’Europa, l’unica che ogni anno supera i 200.000 visitatori.
E la cosa che conta davvero è questa: tra quella folla, tra quegli stand, tra quelle persone che passano e si fermano la tua storia, la tua voce può esserci.
La Aletti Editore è una delle poche Case Editrici indipendenti che, davanti a un evento di questo calibro, sceglie di portare anche autori inediti della nostra comunità. Non perché “riempie lo stand”, ma perché crede nel percorso.
✔️Per questo esiste la collana:
“I Diamanti – Edizione Salone del Libro di Torino 2026”.
È una possibilità concreta: se il tuo materiale verrà selezionato, nascerà una tua pubblicazione monografica, e avrai la possibilità di presentare al Salone del Libro di Torino la tua opera e portare la tua voce dove le persone passano davvero, si fermano, sfogliano e dove una copertina può diventare un incontro.
Io, come te, in questi mesi ho visto online mille iniziative, tante promesse, tante frasi belle ma poche cose che restano.
Poche cose che ti fanno sentire dentro un percorso serio, con un risultato concreto: un libro tuo, una presenza tua, un passo in avanti nella tua storia...
Te lo dico perché l’anno scorso ero lì, al Salone di Torino, in mezzo a tutto quel rumore. E tra stand enormi, vetrine, vendite, oggetti, promozioni, io vedevo chiaramente una differenza.
Perché la maggior parte degli editori era lì solo per “vendere” ed è legittimo, è il loro lavoro. Ma noi eravamo lì per gli autori.
Eravamo lì per farli parlare, per farli incontrare, per farli sentire parte dell’evento, non comparse.
Eravamo uno stand dove un autore poteva raccontarsi davvero: con una intervista programmata, con giornalisti, con un regista e un fotografo a contatto diretto, non come un numero. Come una persona con una sua storia.
Ecco perché oggi voglio dirtelo in modo chiaro: i posti sono pochi, lo spazio è quasi al completo, siamo all'ultimo giorno.
E questa è davvero l’ultima chiamata che ti faccio.
Se vuoi esserci a maggio con la tua voce e con il tuo libro, oggi è il giorno in cui devi farti avanti.
Per partecipare, invia da 1 a 3 poesie inedite oppure un’opera completa di narrativa.
Puoi mandare il materiale a questo indirizzo:
[email protected]
Per darti conferma di ricezione scrivimi nell'oggetto:
"Opera che si Propone per il Salone del Libro 2026"
Non dimenticare di includere il tuo numero di telefono insieme alle opere.
Se il materiale verrà selezionato, sarai contattato telefonicamente da un nostro consulente letterario di fiducia, che ti illustrerà con calma tutti i dettagli del progetto e i relativi costi.
Se hai già una pubblicazione monografica con la Aletti Editore e desideri partecipare, puoi chiamare direttamente Simone o Martina: ti daranno poi loro tutte le informazioni necessarie.
In alternativa, ti basterà rispondermi con poche e semplici parole:
“Sono un autore già edito da Aletti Editore
e desidero partecipare al Salone del Libro 2026.”
Da lì in poi, sarò io a scriverti personalmente, con tutte le informazioni pensate e riservate a chi ha già condiviso un percorso editoriale con noi.
Trovi il bando dedicato di seguito:
I Diamanti – Edizione Salone Del Libro di Torino
https://rivistaorizzonti.net/aletti-editore-salone-del-libro
Un Caldo Saluto
🗣️ Il tuo Bollettino Poetico
Cartina Geografica. Scopri Qui
https://youtube.com/shorts/3lkALseOckQ?si=FN0uAAM1XfRw2elC
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