EBook Aletti Editore

EBook Aletti Editore Gli eBook della Aletti Editore (libri di narrativa, poesia, saggistica e varia)

Tutti i titoli, pubblicati in formato eBook,della casa editrice Aletti: una realtà editoriale attiva nel panorama librario che pubblica libri di narrativa, poesia, saggistica e varia, sia in formato cartaceo che in eBook, usufruendo delle nuove modalità e dei nuovi canali di promozione del libro, con l'attenzione ai social network (facebook, twitter, youtube).

Bollettino Poetico: 📍[Scade oggi] Hai scritto una poesia? Buongiorno  🙂l’altro giorno mi sono fatto una domanda che, a d...
07/01/2026

Bollettino Poetico:
📍[Scade oggi] Hai scritto una poesia?


Buongiorno 🙂
l’altro giorno mi sono fatto una domanda che, a dire la verità, non mi ero mai posto così chiaramente.
Quanto tempo, in media, dedico davvero alla scrittura?
Non “quanto vorrei”. Non “quanto sarebbe bello”.
Quanto faccio davvero.

E insieme a questa domanda ne è arrivata subito un’altra, ancora più concreta: qual è la mia deadline?
Perché scrivere è una cosa strana.
Non puoi farlo 24 ore su 24.
Anzi, se ci provi, a un certo punto senti che non stai più scrivendo stai solo consumando energia.
E allora mi sono chiesto: qual è il mio massimo?
Quante ore posso reggere prima che la batteria della creatività inizi a scaricarsi?

Mi sono accorto che è un equilibrio delicato.
Ci sono giorni in cui ti senti pieno, lucido, quasi leggero.
E altri in cui invece ti siedi, apri un file, prendi una penna e niente.

Non è che non ho pensieri, è che non riesco a farli uscire.

E lì mi sono detto una frase semplice: scrivere è uno sport.
Quando cominci e ti alleni ogni giorno la mente si abitua, si scalda, il gesto diventa quasi naturale.

Ma bastano una o due settimane di stop e ricominciare sembra più faticoso. Come se dovessi ripartire da zero.
E forse è proprio lì che nasce quel famoso “blocco” che tanti temono.

Esistono tanti metodi per superarlo io ho i miei tre:

👉 Il primo è il più semplice: scrivere senza fermarsi.
Metti un timer di cinque o sette minuti e butti giù qualsiasi cosa. Anche se viene br**ta, anche se non è poesia. Il senso non è fare un capolavoro. È rimettere in moto la mano. Perché spesso il blocco non è mancanza di talento, è solo il perfezionismo che ti tiene immobile.

👉 Il secondo è ridurre tutto a un gesto minuscolo.
Non dire “oggi devo scrivere una poesia”. Di' “oggi scrivo quattro righe”, oppure “oggi scrivo solo immagini”, oppure “oggi trovo un titolo”. La mente si irrigidisce davanti a un compito enorme, ma parte davanti a un passo piccolo. E i testi, quasi sempre, nascono così: da una cosa piccola che non sembra ancora niente.

👉 Il terzo è muoversi e lasciare che la testa faccia ordine. Una camminata, una doccia, un’azione semplice. Non per distrarsi, ma per dare spazio. Perché tante idee arrivano quando smetti di stringere e lasci che i pensieri si sistemino da soli.


Mi piace ricordarlo perché ci fa sentire meno soli, anche i poeti che immaginiamo “sempre ispirati” ci sono passati.

Ted Hughes, dopo la morte di Sylvia Plath, restò in silenzio per anni. Non perché non fosse più poeta, ma perché a volte la vita ti chiude la voce.
Quando tornò, non tornò con un colpo di scena: tornò rimettendo le mani nel gesto, poco alla volta, ripartendo da frammenti e appunti, senza pretendere subito la versione perfetta. È questo che secondo me ci insegna: il blocco non si vince con la forza. Si attraversa con un gesto piccolo, ripetuto. "Il grande arriva quando non smetti dal piccolo."

Oggi voglio farti fare un gioco.
Un gioco semplice che ho chiamato il gioco delle 3 righe.
Prendi un foglio (o anche solo le note del telefono) e scrivi tre righe.

Scrivi una frase che oggi ti rappresenta.
Anche una frase secca. Anche imperfetta. Una frase che diresti solo tu.
Esempio: “Sto ricominciando da una cosa piccola.”
Scrivi un’immagine che hai visto negli ultimi giorni.
Una cosa piccola: una luce sul muro, un gesto, una finestra, una strada. Non deve essere “bella”. Deve essere vera.
Esempio: "La moka che canta al buio del mattino".
Scrivi una promessa minuscola. Non un proposito enorme. Una cosa piccola, possibile.
Tipo: “non mi lascio più indietro”.
Esempio: “Mi concedo di essere sbagliato.”

Fatto? Ora rileggile insieme.
E guarda cosa succede: in tre righe hai un inizio, una storia da cui partire e oggi quella storia può fare un passo vero.

Perché oggi è l’ultimo giorno per partecipare al prossimo Salone del Libro di Torino previsto dal 14 al 18 maggio.
La seconda fiera letteraria più importante d’Europa, l’unica che ogni anno supera i 200.000 visitatori.

E la cosa che conta davvero è questa: tra quella folla, tra quegli stand, tra quelle persone che passano e si fermano la tua storia, la tua voce può esserci.

La Aletti Editore è una delle poche Case Editrici indipendenti che, davanti a un evento di questo calibro, sceglie di portare anche autori inediti della nostra comunità. Non perché “riempie lo stand”, ma perché crede nel percorso.

✔️Per questo esiste la collana:
“I Diamanti – Edizione Salone del Libro di Torino 2026”.

È una possibilità concreta: se il tuo materiale verrà selezionato, nascerà una tua pubblicazione monografica, e avrai la possibilità di presentare al Salone del Libro di Torino la tua opera e portare la tua voce dove le persone passano davvero, si fermano, sfogliano e dove una copertina può diventare un incontro.

Io, come te, in questi mesi ho visto online mille iniziative, tante promesse, tante frasi belle ma poche cose che restano.

Poche cose che ti fanno sentire dentro un percorso serio, con un risultato concreto: un libro tuo, una presenza tua, un passo in avanti nella tua storia...

Te lo dico perché l’anno scorso ero lì, al Salone di Torino, in mezzo a tutto quel rumore. E tra stand enormi, vetrine, vendite, oggetti, promozioni, io vedevo chiaramente una differenza.

Perché la maggior parte degli editori era lì solo per “vendere” ed è legittimo, è il loro lavoro. Ma noi eravamo lì per gli autori.
Eravamo lì per farli parlare, per farli incontrare, per farli sentire parte dell’evento, non comparse.

Eravamo uno stand dove un autore poteva raccontarsi davvero: con una intervista programmata, con giornalisti, con un regista e un fotografo a contatto diretto, non come un numero. Come una persona con una sua storia.

Ecco perché oggi voglio dirtelo in modo chiaro: i posti sono pochi, lo spazio è quasi al completo, siamo all'ultimo giorno.
E questa è davvero l’ultima chiamata che ti faccio.

Se vuoi esserci a maggio con la tua voce e con il tuo libro, oggi è il giorno in cui devi farti avanti.

Per partecipare, invia da 1 a 3 poesie inedite oppure un’opera completa di narrativa.
Puoi mandare il materiale a questo indirizzo:
[email protected]

Per darti conferma di ricezione scrivimi nell'oggetto:
"Opera che si Propone per il Salone del Libro 2026"

Non dimenticare di includere il tuo numero di telefono insieme alle opere.

Se il materiale verrà selezionato, sarai contattato telefonicamente da un nostro consulente letterario di fiducia, che ti illustrerà con calma tutti i dettagli del progetto e i relativi costi.

Se hai già una pubblicazione monografica con la Aletti Editore e desideri partecipare, puoi chiamare direttamente Simone o Martina: ti daranno poi loro tutte le informazioni necessarie.

In alternativa, ti basterà rispondermi con poche e semplici parole:
“Sono un autore già edito da Aletti Editore
e desidero partecipare al Salone del Libro 2026.”

Da lì in poi, sarò io a scriverti personalmente, con tutte le informazioni pensate e riservate a chi ha già condiviso un percorso editoriale con noi.

Trovi il bando dedicato di seguito:
I Diamanti – Edizione Salone Del Libro di Torino
https://rivistaorizzonti.net/aletti-editore-salone-del-libro

Un Caldo Saluto
🗣️ Il tuo Bollettino Poetico

Cartina Geografica. Scopri Qui
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👉 Bollettino Poetico: La tua prima volta Buongiorno,ieri mi sono messo a sistemare alcuni vecchi album di fotografie. Do...
06/01/2026

👉 Bollettino Poetico: La tua prima volta

Buongiorno,
ieri mi sono messo a sistemare alcuni vecchi album di fotografie. Dovevo riordinare lo stanzino e mi sono ritrovato con quegli album grossi, di una volta, quelli con le foto infilate in griglia, una accanto all’altra.
Avevo anche una scatola piena di fotografie sparse.

Mi sono seduto un attimo e ho iniziato a guardarle. Non erano in ordine.
C’erano anni mescolati, stagioni diverse, momenti lontani tra loro. Eppure bastava prenderne una in mano per ricordarmi tutto.

Non solo il luogo o il giorno preciso, ma quello che sentivo allora.
Le vacanze, le giornate lente, certi pensieri che oggi non tornano più nello stesso modo.

È strano come funzionano i ricordi.Perché non ti riportano solo indietro nel tempo: ti riportano dentro. Dentro uno stato d’animo.

Come stavi. Cosa avevi in testa. Chi eri in quel momento.

E la cosa curiosa è che la memoria non lavora come un archivio ordinato, dove cerchi una data e trovi il file giusto. Lavora per indizi.

A volte basta una fotografia, un dettaglio minuscolo, un colore, un’espressione del viso e il cervello aggancia tutto il resto.
Come se quel piccolo pezzo fosse una chiave.

Gli studiosi lo chiamano anche così: i “cue”, gli indizi.

E c’è un principio molto semplice che spiega perché funzionano: quando viviamo qualcosa, il nostro cervello non registra solo l’evento, registra anche il contesto, il luogo, l’aria, le sensazioni, perfino il modo in cui eravamo fatti quel giorno.

E quando ritroviamo un indizio simile, è come se la memoria avesse finalmente un appiglio per tornare fuori.

Per questo una foto non ti fa ricordare solo “dove eri”. Ti fa ricordare com’eri.

E poi c’è un’altra cosa: quando un momento è carico di emozione, tende a fissarsi con più forza.
Esistono ricordi così vividi che sembrano fotografie mentali, li chiamano “flashbulb memories”: non ricordi solo l’evento, ma anche dove eri, cosa stavi facendo, cosa provavi.
Non significa che siano sempre perfetti o accurati…
ma significa che sono impressi.
Ecco perché certi ricordi, anche dopo anni, non li trovi: sono loro che trovano te.

E mentre guardavo quelle foto mi è tornata in mente una frase del Maestro Giuseppe Aletti, che in questi giorni sento molto mia:

“In definitiva, quello che serve è costruire buoni ricordi, frequentarli nei momenti del bisogno.”

E credo abbia proprio ragione.

In questi giorni ti ho parlato spesso del Salone del Libro 2025 perché, per me, lì sono riuscito a costruire buoni ricordi.
E ogni tanto, anche solo scorrendo la galleria del telefono, mi capita di tornare a quei momenti.

Non per nostalgia. Ma per ricordarmi perché faccio questo lavoro. Quel Salone, per me come per altri, è stato un passaggio importante.
Lo porterò sempre con me come una “prima volta”.
Ricordo l’emozione, le strette di mano, i volti, le voci.

E ti dico tutto questo perché domani sarà l’ultimo giorno per mandare in valutazione i tuoi testi per il Salone del Libro di Torino, e partecipare come protagonista con un tuo libro.

Anche quest’anno abbiamo scelto lo stand più grande disponibile, 32 mq.

Da marzo 2025 fino ad oggi abbiamo continuato a occupare posti, un autore alla volta, fino ad arrivare quasi alla capienza massima, ne restano pochi.
E mi dispiacerebbe sapere che tu sei rimasto fuori solo perché hai rimandato di un giorno.
A valutare le opere, per questa edizione speciale, sarà il Maestro Giuseppe Aletti, poeta, docente ed editore.

E per partecipare puoi inviarmi in risposta a questa email da 3 a 5 poesie inedite oppure un’opera completa di narrativa:

📧
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Non dimenticare di includere il tuo numero di telefono insieme alle opere. Se il materiale verrà selezionato, sarai contattato telefonicamente da un nostro consulente letterario di fiducia, che ti illustrerà con calma tutti i dettagli del progetto e i relativi costi.

Se hai già una pubblicazione monografica con la Aletti Editore e desideri partecipare, puoi chiamare direttamente Simone o Martina: ti daranno poi loro tutte le informazioni necessarie.

In alternativa, ti basterà rispondermi con poche e semplici parole:

“Sono un autore già edito da Aletti Editore
e desidero partecipare al Salone del Libro 2026.”

Da lì in poi, sarò io a scriverti personalmente, con tutte le informazioni pensate e riservate a chi ha già condiviso un percorso editoriale con noi.

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I Diamanti – Edizione Salone Del Libro di Torino
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✔️Bollettino Poetico: Tu scrivi?Buongiorno,stamattina mi sono svegliato presto.Fuori era ancora buio, e in casa c’era qu...
04/01/2026

✔️Bollettino Poetico: Tu scrivi?

Buongiorno,
stamattina mi sono svegliato presto.
Fuori era ancora buio, e in casa c’era quel silenzio pieno che hanno certi giorni d’inverno.
Ho acceso una luce, ho guardato il calendario e mi sono fermato un attimo sul numero: 4 gennaio.
Non so perché, ma mi è venuta voglia di cercare cosa portasse con sé questa data.
E ho trovato una storia che mi è sembrata perfetta per oggi.

Il 4 gennaio nasce Louis Braille: l’uomo che ha inventato un modo nuovo per leggere e scrivere.
E che, in fondo, ha regalato a milioni di persone una cosa enorme, anche se sembra semplice: la possibilità di leggere.
Nato a Coupvray il 1809, p***e la vista a soli tre anni ferendosi accidentalmente all'occhio sinistro con un attrezzo da sellaio nell'officina del padre. L'infezione si estese all'altro occhio, rendendolo completamente cieco.
A 10 anni ottenne una borsa di studio per l'Istituto per Giovani Ciechi di Parigi, dove in seguito divenne insegnante nel 1827.
Il sistema Braille fu sviluppato quando Louis aveva solo 15 anni.

non ha creato solo un sistema. Ha costruito un ponte.
Ed è quello che proviano a fare noi ogni giorno, ecco perché oggi mi viene naturale parlarti del Salone del Libro di Torino 2026.
Perché, se ci pensi, è lo stesso gesto in un’altra forma. È dare alle parole un posto dove essere incontrate.

Questa email nasce pensando al percorso che hai fatto fin qui, alle parole che hai già messo nero su bianco, e a quelle che, magari, stai ancora tenendo lì, in attesa del momento giusto.

Se hai già pubblicato una monografia con Aletti Editore, sappi che la tua voce per noi non è mai stata una tra tante.
È una voce che conosciamo. Che abbiamo letto con attenzione. Di cui abbiamo visto le sfumature, le scelte, le esitazioni e i punti fermi. E sappiamo quanta parte di te c’è dentro un libro.

Proprio per questo, pensare alla tua presenza con quella stessa opera già edita al Salone del Libro di Torino 2026 non è un gesto automatico, né scontato.
È un passo in più per te. Si tratta di portare quella voce fuori dalla pagina, metterla davanti a occhi reali, e darle la possibilità di essere letta, incontrata, riconosciuta.

Il Salone è una delle Fiere più Popolate d'Italia.
Negli ultimi anni i numeri parlano: nel 2025 si è arrivati a 231.000 visitatori, e nel 2024 si parlava di circa 222.000.
Ma quei numeri, se li leggi così, restano freddi.
Allora provo a dirtelo in modo più vero.

231.000 persone vuol dire questo: è come se per cinque giorni una città intera decidesse di entrare nello stesso posto. Come se un grande stadio si riempisse più e più volte, uno dopo l’altro, ma invece di cantare, la gente camminasse tra i libri.
Vuol dire che lì dentro passa di tutto: lettori che entrano “solo per curiosità” e poi escono con una borsa piena.
Persone che si fermano davanti a una copertina perché gli ricorda qualcosa, insegnanti che cercano un autore da portare in classe, giornalisti e blogger che girano con il taccuino aperto.
Appassionati che chiedono: “me lo racconti in due parole?” e si fermano ad ascoltare davvero.

Vuol dire che il tuo libro non è più solo qualcosa che hai scritto tu, nella tua stanza, nel tuo tempo. E succede una cosa che non si può comprare e non si può simulare: la tua storia smette di restare privata e diventa legittimata.
Perché non è più solo qualcosa che appartiene a te.
È una voce che trova spazio in uno dei luoghi più importanti d’Europa per chi scrive.

E questo, fidati, fa la differenza. Ti cambia il modo in cui pronunci il titolo del tuo libro. Ti cambia lo sguardo con cui rispondi quando qualcuno ti chiede: “tu scrivi?”
E ti cambia persino il modo in cui racconti la tua opera: non la stai più difendendo, la stai presentando.

Non capita spesso di avere davanti una possibilità del genere. Non perché manchi il talento, ma perché la vita è piena, il tempo scappa, e tante volte i testi restano lì, non per mancanza di valore, ma perché manca l’occasione giusta per farli uscire davvero. E quando invece ci arrivi succede qualcosa che resta addosso più dei cinque giorni.

Ti porti a casa una certezza nuova: che la tua voce può stare in piedi in un contesto grande, reale, riconosciuto. Che non è “un tentativo”. Che non è “un sogno”. È una presenza.

E spesso è proprio da quella presenza che nasce il passo successivo, quello che prima sembrava lontano.
Tu non stai partecipando “con un materiale”. Stai entrando in un progetto preciso.

La Aletti Editore, con i suoi 32 anni di esperienza, ti garantisce una pubblicazione monografica dei tuoi testi, accompagnata dalla prefazione di una nostra grande firma, capace di aggiungere autorevolezza e profondità alla tua voce.
Il tutto all’interno di una delle collane più riconoscibili nel panorama editoriale: “I Diamanti”, in edizione speciale per il Salone del Libro.
A questo si affianca un lavoro mirato di comunicazione, con il supporto di un addetto stampa dedicato, che seguirà l’uscita con articoli pensati per dare visibilità concreta all’opera.

Per un autore che arriva dagli inediti, questo non è un passaggio qualunque. È la possibilità di far crescere la propria presenza con un lavoro che resta nel tempo.

Il Salone si terrà dal 14 al 18 maggio 2026. E una pubblicazione, per nascere bene, ha bisogno di tempo: di cura, di produzione, di passaggi fatti con ordine. Lo spazio per l’esposizione nello stand è quasi al completo. E il 7 gennaio chiuderemo le candidature.

Te lo dico con sincerità, perché preferisco che tu lo sappia adesso: se non mi invii il materiale da valutare in tempo, potresti restare fuori. Non perché ti manchi valore. Ma perché i posti, questa volta, sono davvero pochi.
Per questa edizione speciale, inoltre, a valutare ciò che invierai sarà il Maestro Giuseppe Aletti, poeta, docente ed editore.

✔️ Per ve**re al Salone del Libro di Torino 2026, ti basta inviarmi da 3 a 5 poesie inedite oppure un’opera completa di narrativa.

📧 Puoi mandare il materiale a questo indirizzo:
[email protected]

Per darti conferma di ricezione scrivimi nell'oggetto:
"Opera che si Propone per il Salone del Libro 2026"
Non dimenticare di includere il tuo numero di telefono insieme alle opere.
Se il materiale verrà selezionato, sarai contattato telefonicamente da un nostro consulente letterario di fiducia, che ti illustrerà con calma tutti i dettagli del progetto e i relativi costi.
Come indicato a inizio email.

Se hai già una pubblicazione monografica con la Aletti Editore e desideri partecipare, puoi chiamare direttamente Simone o Martina: ti daranno poi loro tutte le informazioni necessarie.

In alternativa, ti basterà rispondermi con poche e semplici parole:
“Sono un autore già edito da Aletti Editore
e desidero partecipare al Salone del Libro 2026.”

Da lì in poi, sarò io a scriverti personalmente, con tutte le informazioni pensate e riservate a chi ha già condiviso un percorso editoriale con noi.

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I Diamanti – Edizione Salone Del Libro di Torino
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Bollettino Poetico: 👉04/11/1966Buongiorno :)stamattina mi sono messo a leggere un blog.Sai quelle letture lente, che fai...
02/01/2026

Bollettino Poetico:
👉04/11/1966

Buongiorno :)
stamattina mi sono messo a leggere un blog.

Sai quelle letture lente, che fai da buoni propositi di inizio anno quando fuori tutto sembra più quieto e anche i pensieri hanno meno fretta.
Ero lì che cercavo informazioni per una storia da condividere nel Bollettino Poetico.

Non una storia qualsiasi.
Una di quelle che quando le leggi ti restano addosso, e ti cambiano il modo di guardare le cose.

Mi sono ritrovato, quasi senza accorgermene, dentro una pagina che parlava di Firenze. Quale città migliore per la Poesia?, mi è venuto in mente.
A un certo punto sulla storia della città, ho letto dell’alluvione di Firenze del 1966 e ho deciso di approfondire, soprattutto la storia di loro: degli Angeli del Fango.
Non so perché, ma mi è sembrato il racconto perfetto per questi giorni.

Perché l’inizio di un anno non è solo “nuovo”. È fragile.

È una specie di pagina bianca che fa un po’ paura e insieme consola.
E parlare di persone che, nel fango, hanno salvato libri e memoria, mi è sembrato un modo bello per cominciare.

Ci sono luoghi che non sono solo pietra, legno e finestre.
Ci entri e senti subito che lì dentro non si sta soltanto “passando il tempo”, si sta custodendo qualcosa.
Io credo che le biblioteche e gli archivi siano questo: non scaffali, ma memoria che respira.
E a Firenze, da sempre, la memoria ha un odore preciso. Carta, polvere nobile, inchiostro, legno.
Un odore che ti fa capire che stai entrando in un posto dove le cose importanti restano.

Nel novembre del 1966, arrivò l’Arno, non fu solo una piena, fu una ferita. L’acqua entrò dappertutto.
Nelle strade, nelle case, nei corridoi, e arrivò anche lì dove non dovrebbe arrivare mai: nei luoghi della memoria.

I libri cominciarono a galleggiare come cose vive.
Le copertine si deformarono, le pagine si gonfiarono, si incollarono tra loro.
E in mezzo a quel fango, tra quel disordine, c’era qualcosa di terribile: non era soltanto un danno materiale.
Era come se stesse tremando la storia stessa.

Ho visto le immagini dell'epoca: l’acqua scura, i volumi trascinati, le mani che non sapevano da dove cominciare.
E la città che sembrava trattenere il fiato, come se si aspettasse il peggio.

Le ore erano uguali, pesanti, e la parola “domani” suonava lontana.

Eppure, dentro quel silenzio, accadde qualcosa.
Perché la memoria non muore quando cade.

Muore solo se nessuno la raccoglie.

E invece arrivarono persone. Ragazzi. Giovani da tutta Italia e da ogni parte del mondo.
Non avevano titoli, non avevano ruoli, non avevano nessuna “importanza” scritta sulla giacca. Avevano mani. E bastò quello.
Cominciarono a spalare, a spostare, a salvare. Tiravano fuori libri dal fango come si tira fuori qualcosa di prezioso da un naufragio. Li asciugavano, li separavano pagina per pagina, li mettevano in fila come si rimettono in piedi i ricordi.

Li chiamarono “Angeli del Fango”.
E già quel nome dice tutto, perché in fondo non stavano salvando soltanto carta: stavano salvando un pezzo di storia.

Ogni volume recuperato era una promessa fatta alla città: “non ti lasciamo così”.
Ogni pagina asciugata era un gesto di fiducia.
E io penso che sia questo, davvero, il punto.
Che la cultura non è un bene fragile. È fragile solo se la lasciamo da sola. Quando invece diventa comunità, cambia natura. Diventa una forza. Una forza che attraversa il fango, attraversa le crepe, attraversa perfino la paura, e torna a fiorire.

Ecco perché mi viene naturale parlarti del Salone del Libro di Torino 2026.
Non perché sia “una grande fiera”. E nemmeno per l’importanza che tutti conoscono. Ma per come ci si sente dentro, in quei giorni.

Per me il Salone è questo: giorni di pura cultura, senza filtri.
Cammini e non sai mai dove guardare. Ti perdi e capita spesso. Il Lingotto di Torino è un Labirinto di Libri.
Ti capita di fermarti a uno stand per una copertina e di restare mezz’ora, per una storia raccontata, con l'editore.
Ognuno è lì con il proprio percorso, con i propri difetti, con i dubbi, con le parole che non sempre riescono a dire come vorrebbero.
Eppure si raccontano lo stesso.

Si spiegano. Si espongono. Ed è la cosa più bella.

Ci sono persone che provano. Che mettono il proprio lavoro sul tavolo. Che accettano di mostrarsi per quello che sono, senza protezioni. E sai perché funziona? Perché c’è un filo comune che lega tutti, anche quando non ce ne accorgiamo. Ed è la passione per la scritta-parola.
Non solo quella scritta in versi. Ma quella che sta dietro al gesto di raccontarsi. Di ascoltare.
Di dire: questa è la mia storia, prendila per com’è.

Ogni autore, almeno una volta l’anno, dovrebbe concedersi questo: esserci. Non per apparire. Ma per dire: questa è la mia voce, oggi.

Lo so che il mondo va veloce. E lo so che spesso ci sentiamo piccoli davanti a tutto. Ma ci sono momenti in cui vale la pena fare un passo.
Come fecero quelle mani nel fango: non salvarono un libro, salvarono la Storia. E nello stesso modo, oggi, stiamo preparando il nostro nuovo capitolo: Torino 2026. Non per celebrare un passato, ma per continuare a costruire un luogo dove le storie possano incontrarsi.

Perché la cultura può cadere. Ma quando diventa comunità, trova sempre il modo di rialzarsi.

👉Puoi far parte di questo viaggio comune con noi.
Fino al 7 gennaio questa possibilità resta aperta.

Ci sono rimasti pochi posti, e sappiamo che il tempo non è mai abbastanza.

Il Salone del Libro di Torino 2026 si terrà dal 14 al 18 maggio.

I dati parlano chiaro: la prossima edizione sarà tra le più partecipate degli ultimi anni. E tu puoi esserci.

Sarai accompagnata da noi, passo dopo passo, come abbiamo sempre fatto. Non verrai mai lasciata senza guida.
Potrai esporre la tua opera al Salone e presentarla con il supporto della nostra produzione televisiva e dei nostri giornalisti, in un contesto che dà spazio, attenzione e dignità ai testi.
E se chiudi un attimo gli occhi, puoi già immaginarlo.

Il tuo nome nel calendario del Salone del Libro 2026. La tua presenza lì, con i tuoi scritti, alla seconda fiera letteraria più importante d’Europa.
Non come un sogno lontano. Ma come qualcosa che, oggi, può davvero cominciare.

🧷Inviami in risposta a questa email da 3 a 5 poesie inedite oppure un’opera completa di narrativa.
In alternativa, puoi scrivermi e mandare il materiale a questo indirizzo:
[email protected]


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Non dimenticare di includere il tuo numero di telefono insieme alle opere.

Se il materiale verrà selezionato, sarai contattato telefonicamente da un nostro consulente letterario di fiducia, che ti illustrerà con calma tutti i dettagli del progetto e i relativi costi.

Prima di salutarti, una cosa importante.
Se hai già una pubblicazione monografica con la Aletti Editore e desideri partecipare, puoi chiamare direttamente Simone o Martina: ti daranno poi loro tutte le informazioni necessarie.

In alternativa, ti basterà rispondermi con poche e semplici parole:
“Sono un autore già edito da Aletti Editore e desidero partecipare al Salone del Libro 2026.”
Da lì in poi, sarò io a scriverti personalmente, con tutte le informazioni pensate e riservate a chi ha già condiviso un percorso editoriale con noi.

Trovi il bando dedicato di seguito:
I Diamanti – Edizione Salone Del Libro di Torino
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A presto,
🗣️Il Tuo Bollettino Poetico

La parola ai lettori. Clicca qui
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📸ADDIO MONDO - poesia di Hernann Hesse

Bollettino Poetico: IL PRIMO GESTO DELL'ANNO 🎉Buongiorno,auguri di Buon Anno.Immagino che tu ti sia appena svegliata e c...
01/01/2026

Bollettino Poetico: IL PRIMO GESTO DELL'ANNO 🎉

Buongiorno,
auguri di Buon Anno.

Immagino che tu ti sia appena svegliata e che il cenone di ieri sera ti stia ancora facendo compagnia.

Il 1° gennaio è sempre così: una mattina un po’ lenta, una bella batosta dolce, e poi già si sente in lontananza il pranzo che arriva.

Però c’è una cosa bella, in giornate come questa, che per qualche ora tutto è più morbido.
Le persone parlano piano.
Le case sembrano più silenziose.
E anche i pensieri, stranamente, fanno meno rumore.

Spero che tu abbia inaugurato questo primo giorno del 2026 nel modo più semplice possibile: con un respiro e con un po’ di pace.
Ieri parlavamo dei barattoli salvavita.

Quelle frasi che ci teniamo in dispensa nella mente, come se sapessimo già che, prima o poi, ci serviranno.

Oggi è il giorno in cui quei barattoli non vanno solo guardati.

Vanno aperti.

Non tutti.
Ne basta uno.

Dentro potresti trovare un testo iniziato e mai finito.
Un’idea che avevi appoggiato lì “solo per un momento" e poi sono passate settimane.

Oppure potresti trovare una frase tua, una di quelle che avevi scritto senza pensarci troppo, ma che diceva la verità.

Il primo gennaio serve anche a questo: a rimettere le mani sulle parole senza chiedere loro di essere perfette. Solo vere.

Immagino che oggi fino a questa sera sarai impegnata al massimo, ma io non ti chiedo molto, ti chiedo di leggermi e pensarci.

Fino al 7 gennaio puoi partecipare a “I Diamanti – Edizione Salone del Libro di Torino 2026”.

Se sarai selezionato, la tua opera potrà diventare una monografia personale e arrivare al Salone del Libro di Torino 2026, uno dei palcoscenici letterari più importanti d’Europa.

Immagina il tuo libro, la tua storia lì, tra i corridoi del Salone più importante d'Italia.

Come ti dicevo ieri, parlando con chi sta seguendo lo stand di Torino, abbiamo confermato che lo spazio "anche nella sua capienza massima di 32 mq" è già quasi pieno: siamo oltre l’80% dei posti occupati.
E quando lo spazio è reale, finisce davvero: i posti rimasti sono pochi.

Se intendi partecipare ad uno dei Saloni più importanti d'Europa con i tuoi testi, inviami in risposta a questa email da 3 a 5 poesie inedite oppure un’opera completa di narrativa.

In alternativa, puoi scrivermi e mandare il materiale a questo indirizzo:
[email protected]

Per darti conferma di ricezione scrivimi nell'oggetto:
"Opera che si Propone per il Salone del Libro 2026"

Non dimenticare di includere il tuo numero di telefono insieme alle opere.

Se il materiale verrà selezionato, sarai contattato telefonicamente da un nostro consulente letterario di fiducia, che ti illustrerà con calma tutti i dettagli del progetto e i relativi costi.

Prima di salutarti, una cosa importante.

Se hai già una pubblicazione monografica con la Aletti Editore e desideri partecipare, puoi chiamare direttamente Simone o Martina: ti daranno poi loro tutte le informazioni necessarie.

In alternativa, ti basterà rispondermi con poche e semplici parole:

“Sono un autore già edito da Aletti Editore
e desidero partecipare al Salone del Libro 2026.”

Da lì in poi, sarò io a scriverti personalmente, con tutte le informazioni pensate e riservate a chi ha già condiviso un percorso editoriale con noi.

Trovi il bando dedicato di seguito:
I Diamanti – Edizione Salone Del Libro di Torino https://rivistaorizzonti.net/aletti-editore-salone-del-libro

A presto,
🗣️ Il Tuo Bollettino Poetico

La crescita personale CLICCA QUI
https://youtube.com/shorts/tykGdYC5NzI?si=SvlYdr20UKxUQB9L
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Indirizzo

Via Mordini 22
Montecelio
00012

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

+390774354400

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