25/08/2021
[COSE ROCK GREATEST HITS] Oggi, ci sembra il minimo ripubblicarenquesto nostro vecchio post su Charlie Watts.
——————
Si sa che l'apparenza inganna, ma è difficile pensare che la regola valga anche per Charlie Watts, il batterista dei leggendari Stones. Famoso per il suo fare calmo e riflessivo - soprattutto accanto ai trasgressivi e incontenibili Jagger, Richards e Wood! - una volta ha davvero perso la pazienza. A riuscire nell'impresa è stato ovviamente il buon Mick Jagger.
1984, Amsterdam, 5 del mattino.
Charlie Watts riceve una telefonata nella sua stanza d'albergo. Accende la luce e guarda l’ora. Non è normale, lui non fa la vita di eccessi sfrenati del resto della band. Forse si tratta di qualcosa di grave.
Dall'altro capo del telefono Mick Jagger, appena tornato con Keith da una notte di alcol e chissà cosa. “Perché non chiamiamo Charlie?”, aveva detto poco prima a Keith. “Beh, lo conosci. A quest’ora dorme”. “Chiamiamolo lo stesso”.
“Ehi, dov’è il mio batterista?”, chiede Mick a Charlie. “Perché non trascini il tuo cu*o fino a qui?”
Charlie Watts non dice una parola, si fa la barba, si veste, lucida le scarpe. Esce dalla stanza, raggiunge Jagger che lo aspetta accanto a Keith e gli sferra un pugno in piena faccia. Jagger crolla su un vassoio di cibo. Keith lo afferra appena in tempo per impedirgli di cadere dalla finestra dell'albergo. Jagger lo guarda senza capire.
“Non mi chiamare mai più il mio batterista. Sei tu il mio fottuto cantante del ca**o!”.