Bollettino d'Arte
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Il Bollettino d'Arte è una pubblicazione ufficiale del Ministero della Cultura, fondata nel 1907.
Indirizzo
Via Di San Michele 22
Magnano In Riviera
00153
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Bollettino d’Arte I-VII serie. La storia
Il BdA nasce nel 1907 con la guida di Corrado Ricci, allora Direttore Generale dell'Amministrazione di Antichità e Belle Arti, come organo mensile d'informazione del settore del patrimonio artistico nazionale, perlopiù a cura dei funzionari interni al settore dell'amministrazione, poi via via aperto a collaboratori esterni.
L'informazione sulle attività, con prevalente funzione di rapida messa a conoscenza di acquisti, restauri e importanti ritrovamenti, una sorta di notiziario, venne ben presto riassorbita all'interno della più ampia fisionomia di rivista di arte antica e moderna, caratteristica confermata con la seconda serie che si avvia nel 1921 sotto la direzione di Arduino Colasanti; e, più marcatamente, con Roberto Paribeni (direttore dal 1928), che si propone di estendere l'interesse e l'attenzione anche a quel settore della produzione artistica solitamente non considerata dall'ottica idealista allora dominante in Italia, vale dire alla categoria di oggetti come ceramiche, vetri, stoffe, mobili: un'apertura che si dispiegò, inoltre, nell'allargare ulteriormente la schiera di studiosi anche stranieri che furono invitati a collaborare al BdA.
Dopo un periodo – quello bellico – di attività con il nome mutato in Le Arti (dal 1938 al 1944), nel 1948 il periodico (edito a partire da quell'anno dall'Istituto Poligrafico dello Stato) riprendeva l'originale testata dando luogo sotto la guida di Guglielmo De Angelis d'Ossat alla quarta serie, che idealmente riprendeva il filo riallacciandosi alle due prime serie, mantenendone sostanzialmente invariato il carattere di rivista di storia delle arti e di rendiconto delle attività istituzionali di tutela e valorizzazione, con periodicità anziché mensile, trimestrale.
Analogamente strutturata come la precedente anche la quinta serie (1965-1976), che si distingue per una diversa veste tipografica.