Detti di nonna

Detti di nonna Gourmandise e consigli: l'arte di vivere bene in casa.

Voglio la torta in basso a destra! 😍
11/01/2026

Voglio la torta in basso a destra! 😍

Ma che bel funghetto! 😍
11/01/2026

Ma che bel funghetto! 😍

Ma quanto sei carino! 😍
11/01/2026

Ma quanto sei carino! 😍

Se volevo sedermi a tavola ho dovuto mettere una sedia in più in cucina di fianco al termosifone con aggiunta di cuscino...
11/01/2026

Se volevo sedermi a tavola ho dovuto mettere una sedia in più in cucina di fianco al termosifone con aggiunta di cuscino morbido e peloso per Arancia. Ormai l' ha rogitato..adora scaldarsi chiappette e altro...

Da un post di Tamara B. nel nostro gruppo Esercito

Quando al gattile usano l'aspirapolvere...
11/01/2026

Quando al gattile usano l'aspirapolvere...

Lo sapevi che quella “pancetta” che penzola sotto la pancia dei gatti non è grasso? 🤔Si chiama borsa primordiale.La bors...
11/01/2026

Lo sapevi che quella “pancetta” che penzola sotto la pancia dei gatti non è grasso? 🤔
Si chiama borsa primordiale.

La borsa primordiale è una piega di pelle morbida e flessibile che molti gatti hanno sull’addome. Non ha nulla a che vedere con il sovrappeso: è un’eredità dei loro antenati felini.

Questa particolare sacca svolge tre funzioni molto importanti:

1️⃣ Protezione
La pelle extra agisce come uno scudo per gli organi vitali. È particolarmente utile durante le risse: quando i gatti si girano a pancia in su e scalciare con le zampe posteriori, questa zona è più protetta dai morsi e dagli artigli.

2️⃣ Maggiore flessibilità
La borsa primordiale permette all’addome di allungarsi, rendendo più facili movimenti come salti, scatti improvvisi e corse veloci.

3️⃣ Espansione dell’addome
Consente allo stomaco di dilatarsi dopo pasti abbondanti. In natura, questa caratteristica era fondamentale per i felini selvatici, che potevano restare giorni senza caccia e poi mangiare grandi quantità di cibo in una sola volta.

Quindi no, quella pancetta che oscilla mentre camminano non è un difetto…
È pura evoluzione felina 🐱💙

Io e mia moglie non avevamo mai pensato di adottare un cane. Non perché non li amassimo, ma perché la nostra vita sembra...
11/01/2026

Io e mia moglie non avevamo mai pensato di adottare un cane. Non perché non li amassimo, ma perché la nostra vita sembrava già completa così com’era. Poi un giorno, senza una vera ragione, siamo entrati in un rifugio che non pratica l’eutanasia. Nessun piano, nessuna aspettativa. Ma lì, tra cento storie silenziose, c’era la sua. O forse era lui ad aspettare noi.

Ci raccontarono che aveva vissuto per strada. Non era nato randagio: conosceva i comandi, cercava gli sguardi, rispondeva all’affetto. Aveva avuto una casa. E poi, l’abbandono.

Da diciotto mesi era lì. Sopravvissuto a un’epidemia che aveva portato via tanti altri. Dolcissimo, intelligente, sensibile. Eppure nessuno lo sceglieva mai. Sempre l’ultimo, sempre “quasi perfetto”, ma mai il prescelto.

Poi mia moglie lo vide. E in quell’istante capì. Non servivano parole. Lui la guardò con occhi stanchi e fiduciosi, come a dire: “Se mi vuoi, io ci sono.” E ci fu davvero.

Il rifugio chiedeva un incontro con entrambi. Appena entrai, lui mi corse incontro, mi saltò addosso e mi fece cadere su una sedia. Mia moglie si gelò, pensando che avessi cambiato idea. Ma io risi. E dissi sì.

Quello stesso giorno lo portammo a casa. E da allora, fu casa anche per lui.

Era un cane straordinario: intelligente, attento, gentile con ogni creatura. Una volta, al parco, si avvicinò a un cucciolo piccolissimo, si sdraiò a terra e giocò con una dolcezza quasi umana. Sembrava sapere quanto fragile fosse quella vita.

Non serviva alzare la voce. Quando sbagliava, capiva subito. Quando cambiavamo casa, si adattava, come se il luogo non importasse: contava solo esserci. Contava solo appartenere.

Poi arrivò la vecchiaia. Piano, senza dolore. E noi eravamo lì, come lo eravamo sempre stati. Gli ultimi che aveva scelto. Gli ultimi che aveva amato.

Se n’è andato con la testa tra le nostre mani, il cuore tra le nostre vite. Ma non se n’è mai andato davvero. Alcuni legami non finiscono con l’addio. Restano. Cambiano forma, ma restano.

E ogni tanto, quando la casa è silenziosa, lo sentiamo ancora: quel passo leggero, quel respiro quieto, quel “ci sono” che ci ha sussurrato fin dal primo giorno. ❤️🐾

La mia vicina mi ha raccontato che ogni mattina, puntuale come un orologio, un cervo si presenta sul suo terrazzo. All’i...
11/01/2026

La mia vicina mi ha raccontato che ogni mattina, puntuale come un orologio, un cervo si presenta sul suo terrazzo. All’inizio ho sorriso, convinta che stesse scherzando… poi mi ha mandato una foto.
Era lì, sdraiato su una cuccia, accanto al suo cane e al suo gatto, come se fossero semplici coinquilini che condividono la stessa quiete.

Mi ha spiegato che tutto è iniziato dopo la morte di suo marito. Ogni mattina lui si sedeva su quel terrazzo con il caffè in mano, osservando i cervi che passavano. Questo, in particolare, si fermava sempre. Come se tra loro ci fosse un’intesa silenziosa.
Dopo il funerale, il cervo ha continuato a tornare. Si fermava davanti alla sedia vuota, come in attesa. Un giorno lei lo ha trovato sdraiato lì, immobile, come se aspettasse qualcuno che non sarebbe più arrivato.

Così gli ha preso una cuccia. L’ha sistemata accanto a quelle degli altri animali. I figli pensavano avesse perso la testa, ma lei ha detto che il dolore ti spinge a fare cose che non hanno sempre bisogno di essere capite.
Da allora lui arriva ogni mattina, prende posto, e il gatto ormai non gli fa nemmeno più caso. Vivono insieme in una strana armonia che sulla carta non dovrebbe funzionare… e invece funziona.

Ha iniziato a cucire nuove fodere per tutte le cucce. Dice che le serve avere un progetto, qualcosa di concreto a cui pensare. Prendersi cura di qualcuno, anche se ha quattro zampe, è diventato il suo modo di guarire.

Ieri sono andata a trovarla. Il cervo era lì. Il gatto anche. Il cane dormiva.
Lei mi ha versato il caffè nella tazza di suo marito e mi ha detto che forse è stato lui a mandarli, per non lasciarla sola.

Non le ho detto che poteva sembrare follia.
Perché non lo era.
Sembrava amore.
Quello vero.
Quello che trova sempre un modo per restare. 🤍

Questo è Gordie.L’ho adottato 17 anni e mezzo fa. Oggi ha 20 anni e da quattro convive con una malattia renale cronica d...
11/01/2026

Questo è Gordie.
L’ho adottato 17 anni e mezzo fa. Oggi ha 20 anni e da quattro convive con una malattia renale cronica di stadio 2. Ho deciso di raccontare la nostra esperienza, nel caso possa essere d’aiuto a qualcuno.

Gordie mangia crocchette specifiche per problemi renali. Dopo molte ricerche ho trovato un prodotto di ottima qualità, paragonabile a quello veterinario ma molto più accessibile, ed è quello che utilizziamo da anni.
Con l’umido è piuttosto selettivo: accetta solo mousse, niente bocconcini o filetti, quindi alterniamo diverse marche per offrirgli un po’ di varietà.

Il suo peso è rimasto stabile negli ultimi due anni, oscillando tra i 3,5 e i 3,7 kg. La nostra veterinaria è sorpresa di quanto stia andando bene e ci ha semplicemente detto di continuare così.

Convivere con una patologia cronica non è sempre facile, ma Gordie mi insegna ogni giorno quanto conti la costanza, l’attenzione e l’amore.
Ogni giorno con lui è un regalo. 🧡🐾

Barnaby era un cane di rifugio con il corpo e il cuore segnati da anni di abusi.Il buio lo terrorizzava. Alle due di not...
11/01/2026

Barnaby era un cane di rifugio con il corpo e il cuore segnati da anni di abusi.
Il buio lo terrorizzava. Alle due di notte tremava nella sua gabbia, in una clinica veterinaria, piangendo piano.

Jessica, tecnico veterinario di turno quella notte, lo sentì.
Avrebbe potuto tornare nella sala relax, chiudere la porta e riposare.
Invece prese un cuscino, una coperta… e si sdraiò sul pavimento, accanto a lui.
Sul cemento freddo.

Barnaby smise subito di piangere.
Si avvicinò lentamente.
E si addormentò rannicchiato contro la sua schiena.

Le telecamere della clinica hanno immortalato quel momento.
Non cancella il passato di Barnaby.
Ma quella notte, per la prima volta, non era solo.
Ha sentito sicurezza.
E un po’ di amore.

Storie così scorrono via in fretta sui social.
Ma gli animali che le rendono possibili meritano di essere ricordati.
Perché sono proprio questi gesti silenziosi, invisibili ai più,
a fare davvero la differenza. 🐾

L’ho vista sul bordo della strada, minuscola, mentre le auto passavano veloci come se fosse invisibile.Appena ho aperto ...
10/01/2026

L’ho vista sul bordo della strada, minuscola, mentre le auto passavano veloci come se fosse invisibile.
Appena ho aperto la portiera, mi è corsa incontro. Nessuna paura, nessuna esitazione. Solo zampette piccole e una fiducia enorme.

Era sporca, affamata, e fin troppo buona per un mondo che fin lì non le aveva fatto sconti. Sembrava sapere che quello era il suo momento. Mi sono chinato e lei ha posato la testa sulla mia mano, iniziando a fare le fusa come se avesse finalmente trovato ciò che cercava.

Non potevo andarmene.
L’ho presa con me e le ho promesso che non avrebbe più dovuto lottare per sentirsi al sicuro.

Ora dorme nei punti più caldi della casa, mi segue ovunque e si accoccola come se fosse sempre stata qui. La strada che stava per toglierle tutto è diventata l’inizio di una vita nuova.

A volte crediamo di salvare loro.
Ma sono loro, in realtà, a scegliere noi. 🐾❤️

Lui ancora non lo sa, ma adesso è al sicuro.Quando è entrato in casa si è seduto sul divano senza fare rumore, tutto chi...
10/01/2026

Lui ancora non lo sa, ma adesso è al sicuro.

Quando è entrato in casa si è seduto sul divano senza fare rumore, tutto chiuso su sé stesso, lo sguardo fisso nel vuoto. Come se cercasse di sparire. Non era stanchezza. Era qualcosa di più profondo. Il peso di chi è stato ferito troppe volte e ha smesso di credere che possa andare diversamente.

Non ha ancora capito che la strada è solo un ricordo lontano.
Che nessuno lo ignorerà più.
Che nessuno alzerà mai le mani.
Che nessuno lo lascerà indietro.

Si muove con cautela, evita i miei occhi, come se pensasse di non meritare questa quiete, questo spazio, questa pace. Come se fosse solo di passaggio.

Io invece no. Io resto.
Non gli chiedo nulla.
Non deve fidarsi subito.
Non deve dimostrare niente.

Deve solo respirare.
Deve solo esistere.

Un giorno, magari all’improvviso, alzerà lo sguardo. E in quell’istante capirà che non deve più scappare. Che non è temporaneo. Che questo è casa.

Benvenuto, piccolo mio.
Ora sei al sicuro.
E anche se ancora non lo sai… da oggi in poi qualcuno resterà. Sempre. 🖤🐾

Indirizzo

Florence

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Detti di nonna pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare