23/12/2025
Quando il Natale non è festa:
il prezzo invisibile del commercio.
Per molti il Natale è sinonimo di luci, tavole imbandite, tempo con la famiglia. Per chi lavora nel commercio, invece, il periodo natalizio rappresenta l’esatto contrario: turni estenuanti, carichi di lavoro moltiplicati, ritmi serrati e una folla continua e impaziente. È il momento dell’anno in cui l’economia corre più veloce, ma lo fa sulle spalle di lavoratrici e lavoratori che di festa vedono ben poco.
Le settimane che precedono il Natale significano orari allungati, riposi saltati, straordinari spesso imposti e una pressione costante a “fare di più, più in fretta”. I negozi sono pieni, le richieste incessanti, la stanchezza accumulata giorno dopo giorno. E mentre la narrazione dominante parla di innovazione e progresso tecnologico, la realtà quotidiana racconta un’altra storia: quella di un uso distorto dell’intelligenza artificiale e degli automatismi, che invece di alleggerire il lavoro più faticoso e meno pagato, finiscono per peggiorarlo.
Un esempio emblematico sono le casse automatiche. Presentate come strumenti di modernizzazione e semplificazione, hanno progressivamente svuotato il ruolo del cassiere o della cassiera. Prima c’era una figura che conosceva la clientela, offriva supporto, garantiva un servizio umano e competente. Oggi quel ruolo viene spesso ridotto a quello di un “aiutante delle macchine”: sbloccare una lettura errata, inserire codici per la vendita di alcolici, intervenire quando il sistema si blocca. Meno autonomia, meno riconoscimento, maggiore stress, perché a tutto questo si aggiunge la gestione simultanea di più postazioni e di clienti frustrati da sistemi che non funzionano come promesso.
La stessa logica si ritrova nella gestione dei rifornimenti. Un tempo il caponegozio, grazie alla conoscenza del territorio e delle abitudini stagionali della clientela, effettuava ordini calibrati e sensati. Oggi tutto è demandato a un algoritmo che ragiona su dati astratti e previsioni standardizzate. Il risultato? Cumuli di merce che arrivano senza criterio, che spesso non verranno venduti, ma che intanto devono essere scaricati, spostati, sistemati. Ancora una volta, il lavoro fisico aumenta, mentre il buon senso e l’esperienza vengono messi da parte.
Non va meglio sul fronte dell’organizzazione dei turni. Anche qui l’intelligenza artificiale viene utilizzata con un unico obiettivo: massimizzare la produttività. I software calcolano gli orari di maggiore afflusso e costruiscono turni su misura per il profitto, non per le persone. Così proliferano turni spezzati, part-time involontari, orari impossibili da conciliare con una vita dignitosa. Si arriva persino a misurare la prestazione in termini di prodotti passati al secondo alle casse, trasformando il lavoro umano in una catena di montaggio digitale.
Per i datori di lavoro, il Natale resta un momento di pausa, da vivere con le proprie famiglie, tra pranzi, regali e celebrazioni. Per chi lavora nel commercio, invece, è fatto di bancali da sistemare, banconi da pulire, prodotti da passare senza sosta. È una frattura evidente, che mette in luce una disuguaglianza profonda e spesso ignorata.
Eppure, senza i lavoratori e le lavoratrici del commercio, nulla di tutto questo sarebbe possibile. Nessun prodotto verrebbe venduto, nessun profitto accumulato, nessuna economia “in festa” potrebbe reggere. Siamo noi a far muovere l’economia, ogni giorno, con il nostro tempo, il nostro corpo, la nostra professionalità.
Per questo diciamo basta allo sfruttamento nel commercio. Vogliamo diritti e tutele reali. Vogliamo che l’intelligenza artificiale e gli automatismi vengano utilizzati per ciò che dovrebbero fare: diminuire i carichi di lavoro, ridurre la fatica delle mansioni più pesanti, soprattutto in magazzino, migliorare la sicurezza e la qualità del lavoro. Non per tagliare posti, svuotare ruoli, comprimere salari e diritti.
Il progresso non può essere costruito contro chi lavora. Deve partire dal rispetto, dalla dignità e dal riconoscimento di chi, anche a Natale, tiene in piedi il commercio e l’intera economia.
Cobas Lavoro Privato